Si sa, l’estate incoraggia le letture dietrologiche.
Così, facendo due chiacchiere alla festa del Partito Democratico, ho scoperto che la lettera che ho spedito al Tirreno chiedendo dibattito sul futuro del comune è stata interpretata da qualcuno come una risposta polemica alla riunione “segreta” di una parte del partito.
Purtroppo questa lettura non va d’accordo con i fatti, e mi dispiace dover dedicare un post a queste questioni; lo faccio per sgomberare il campo dai veleni sparsi ad arte.
La mia lettera è stata pubblicata il 19 Maggio.
Della riunione segreta ho saputo dai giornali, insieme a tutti quelli che non erano stati invitati, il 23.
Nella lettera ho chiesto che chi vuole guidare il comune si faccia avanti con delle idee, abbia il coraggio di aprire un dibattito pubblico e coinvolga i cittadini. Fuori dalle stanze fumose, ché il fumo fa pure male alla salute.
Non mi pare una posizione particolarmente oltraggiosa, no?
Io non so com’è andata, ma prendendo spesso il treno mi viene facile credere alla storia della ragazza.
Discriminata, umiliata, perché Rom.
Spero che non sia andata così, e invito il CPT a diramare una nota di spiegazioni.
La società che vorrei dovrebbe trattarti a seconda di come ti comporti, non a seconda di dove la sorte ha voluto che nascessi.
E Pisa deve essere la società che vorrei.
Ascoltare, ascoltare, ascoltare.
E’ la ricetta che i partiti dovrebbero seguire per riavvicinare le persone alla politica.
E questo vale anche a Cascina.
Ma in questi pochi anni ho scoperto che anche il Partito Democratico, nato con la missione di riaprire la porta del palazzo, porta avanti questo compito con fatica.
E bisogna dargli una mano.
Con questo breve sondaggio apriamo uno spiraglio: se entreranno in tanti, quella porta si dovrà spalancare.
E sarà un bene per tutti.
Clicca qui per rispondere al sondaggio, e non dimenticare di lasciare i tuoi dati perché ti possiamo avvertire quando li presentermo.
Lo scorso anno, più o meno di questi tempi, sotto un sole ustionante, scoprivo la belissima cittadina di Aigues -Mortes. Non era una tappa programmata del nostro viaggio, ma mentre io e Luisa passavamo da lì vicino in macchina scoprimmo di aver tempo per una digressione, sfogliammo la guida, che c’è qui vicino, vada per Aigues-Mortes.
Alla fine della visita delle mura della città, dopo aver letto decine di panelli dedicati all’affascinante storia di quel borgo medievale, trovammo una targa dedicata al “massacro degli italiani”. Cosa? Che massacro?
Ho scoperto così una delle più brutte tragedie dell’emigrazione italiana, di cui non sapevo davvero nulla. Ora ho scoperto che c’è un libro, vado subito a comprarlo.
L’Onu dice che la legge sulle intercettazioni minaccia la libertà di stampa, ogni giorno si scopre che qualche membro della maggioranza è un brigante nell’indifferenza generale.
E io vi invito ad ascoltare questa canzone di Fausto Amodei, mi raccomando, fino in fondo. Il miglior commento politico possibile.
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