In effetti

Perché aprire le spiagge di Ostia ai senzatetto?
Ma poi, queste sorelle Traborrelli esisteranno davvero?

Ostia, il presidio dei balneari ferma i varchi al mare – Corriere.it

«Noi siamo d’accordo ad aprire le nostre spiagge ma il progetto andava concordato. Esiste un problema di ordine pubblico, di sicurezza in spiaggia, chi controllerà chi entra, soprattutto se si tratta di sbandati e senzatetto?», si chiedono le sorelle Taraborrelli, titolari dello stabilimento Battistini.

P.S. Vai Marino, apri questi varchi.

Tre (mente)gatti con cui sono d’accordo

Ignazio Marino – Articoli – Articoli – PD: LAVORIAMO SUI PROGRAMMI MA NO ALL’UNIONE DI CENTRO-DESTRA

E’ comprensibile la necessità di aprire il dialogo con tutti coloro che vogliono mettersi alle spalle il disastro di questi anni per fare i cambiamenti che riportino la democrazia nel paese e affrontino gli storici ritardi nelle riforme istituzionali e sociali. E’ urgente affrontare il tema del lavoro, del precariato, delle iniquità, dei diritti civili. E’ urgente, come dice Bersani, lavorare per fare dell’Italia un paese moderno. Ciò che non è affatto chiaro è su quali punti di contatto con il Terzo Polo il segretario del PD immagina di poter costruire le riforme.

Vuole riformare la scuola pubblica con Casini, fare nuove leggi sui diritti con Binetti e Rutelli e la riforma del lavoro con la destra? Se l’obiettivo del segretario è solo quello di sostituire l’idea del Nuovo Ulivo con quella dell’Unione di centro-destra, non so quanti saranno d’accordo. Io no.

Sbattere il grugno | Ivan Scalfarotto

La cosa che mi preoccupa è che senza una linea politica chiara e sua propria, sulla quale eventualmente accettare richieste di alleanza (e non proporle col cappello in mano), il PD diventa un satellite che si illumina solo della luce dei suoi vicini, che ha senso soltanto come portatore d’acqua di linee politiche altrui: dal punto di vista del metodo fa poi poca differenza che si tratti di Vendola o di Casini. Non un buon modo per assicurare successi e lunga vita al PD e sicuramente non un buon modo per smettere di sbattere il grugno.

Bersani stoppa le primarie: errore fatale | Gad Lerner

Trovo non sbagliato, ma sbagliatissimo, che Pierluigi Bersani, dovendo reagire alla politica berlusconiana della compravendita dei deputati, per prima cosa annunci su “Repubblica” uno stop alle primarie, cioè alla politica democratica e partecipata.
Questa classe dirigente del Pd afflitta dal politicismo, tutta lì pensierosa su come si fa ad agganciare il Terzo Polo con il ritorno al proporzionalismo (ammesso poi che Fini ci stia, contraddicendo la sua vocazione), preoccupata più di fare la corte a Casini che di raccontarci chiaro l’Italia che vorrebbe, va dritta verso la perdizione, che è peggio di una sconfitta.

PD PARISI LA PROPOSTA DI BERSANI CI RIPORTA A PRIMA REPUBBLICA – Agenzia di stampa Asca

”Sta finendo come doveva finire. Bersani scrive ‘andare oltre Berlusconi’ ma e’ a tutti evidente che vuol ‘tornare a prima di Berlusconi’. Il patto per la riforma della Repubblica che propone ai centristi non e’ altro che un patto per la restaurazione della prima Repubblica”.
Ad affermarlo e’ Arturo Parisi che aggiunge: ”I cantieri e i ‘nuovi Ulivi’, sono ormai alle nostre spalle e cosi’ l’annuncio di partiti nuovi e la democrazia dei cittadini. E alle nostre spalle sono quelli che Bersani chiama ancora i ‘nostri strumenti’ come le primarie che, per la prima volta vengono accusati senza giri di frase, di aver introdotto nel partito ‘elementi di dissociazione che non fanno bene a nessuno’. L’aggiustatina che Bersani aveva annunciato da tempo, alla fine e’ arrivata. E’ comunque un elemento di chiarezza”

PD VERINI PRIMA I PROGRAMMI E L ITALIA POI GLI SCHIERAMENTI – Agenzia di stampa Asca

”Continuo a pensare che per il Partito democratico sia fondamentale rimettersi con decisione alla guida di una credibile alternativa riformista e di cambiamento. Per raggiungere questo obiettivo il Pd deve necessariamente investire su se stesso pena il prolungamento dell’agonia del berlusconismo e la drammatica, ulteriore decadenza del Paese”.
Lo dichiara il parlamentare del PD Walter Verini (veltroniano), membro della Direzione Nazionale del Partito.
”In questo senso continuo a ritenere che – prima degli schieramenti politici – gli interlocutori fondamentali di una grande alleanza riformista debbano essere i cittadini, le forze sociali, l’Italia che non ce la fa e quella che guarda con piu’ fiducia e forza al futuro’

ciwati

Non si capisce che cosa faremmo con questa alleanza, dall’Anpi a Salò, come ha scritto qualcuno (altro che Cln), né cosa diremo sull’economia, sull’università, sul lavoro (perché Marchionne è un affamatore di popoli, invece quegli altri sono sinceri democratici), sul precariato, sull’acqua, sulla sicurezza, sul nucleare, sui diritti civili e, nemmeno, su quel sistema elettorale di cui si parla da mesi, per cui era nato un gruppo di lavoro che non ha trovato una sintesi, nonostante l’enfasi politica con la quale era stato accompagnato.

Forza Olivia!

Il 13 Dicembre ci saranno le primarie del PD per decidere l’ordine di lista dei candidati al consiglio regionale, un’ottima occasione per scegliere i propri rappresentanti in un paese di nominati. Io ho deciso di appoggiare Olivia Picchi perché rappresenta una ventata di aria fresca: è una donna, è giovane, vive del suo lavoro di commercialista e fa politica per passione.
Credo che molte delle difficoltà del nostro partito a comunicare con le persone comuni derivino dal fatto che abbiamo troppi dirigenti che non si ricordano più cosa vuol dire vivere e lavorare nel mondo là fuori, magari perché non l’hanno mai fatto. Il nostro gruppo parlamentare è quello dove sono più numerosi i dirigenti di partito. Ieri questo era un vantaggio, oggi rappresenta un limite. Pur stimando personalmente gli altri candidati, credo che Olivia possa portare qualcosa di più in consiglio regionale: la sensibilità e le competenze di chi vive a stretto contatto con le aziende e i lavoratori del nostro territorio e ne conosce i problemi.
Tra l’altro, ha già un ottima esperienza amministrativa: è stata responsabile delle donne dei DS di Pisa, vicesindaco di Lari, capogruppo del PD in consiglio comunale. Ho avuto occasione di apprezzarne la preparazione avendola come collega in consiglio Provinciale, e ne sono rimasto ammirato.
Se vuoi conoscerla e sapere qualcosa di più di lei contattala su facebook o all’email olivia.picchi@gmail.com

La verifica

È proprio il buon risultato che abbiamo ottenuto (vicino al 13%, pare) che ci consente di fare un’autocritica a viso aperto. Le analisi del voto ci dicono che la nostra mozione è andata bene tra i giovani (vicino al 20%) e progressivamente peggio al crescere dell’età. Per quello che se ne sa al momento, sembra che l’elettorato che si è rispecchiato di più in Marino sia quello giovane, colto e urbano. Non abbiamo sfondato in nessun altro settore. A Pisa abbiamo raccolto il 15% dei voti, ma soprattutto abbiamo ravvivato il confronto in ogni circolo, sottraendolo alla dinamica perversa dello scontro tra ex. Abbiamo imposto l’agenda su laicità, contratti di lavoro, energia. Non ci siamo riusciti su tutto il resto.

Non posso però scindere la verifica personale di questa avventura dalle ragioni per cui ho deciso di intraprenderla. Come molti sanno nel 2007 ho sostenuto con grande entusiasmo la candidatura di Rosy Bindi, perché ne condividevo la chiarezza dell’elaborazione politica, opposta alla fumosità di quella di WV. Secondo le logiche di questo mondo sarei dovuto stare (automaticamente?) con Bersani, ma la sua proposta non mi ha convinto fino in fondo, neanche con i correttivi ipotizzati da Enrico Letta (non torniamo alla socialdemocrazia) e Rosy Bindi (si alle primarie). La mozione Franceschini non mi ha mai attratto più di tanto, soprattutto a causa dell’eterogeneità dei suoi sostenitori e per il piglio troppo basato sull’antiberlusconismo. La mia mozione era quella di Godot.

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Lettera a quelli che voterebbero Marino ma…

Rendo pubblico il contenuto della mia risposta ad alcuni amici che apprezzano Marino ma credono che votare Bersani o Franceschini sia più utile.

Il mio invito a votare alle primarie del PD e a scegliere Ignazio Marino ha ricevuto un certo numero di risposte dubbiose o critiche.
Il punto comune, e molto comprensibile, è che siccome Marino probabilmente non vincerà le primarie sembra più utile concentrare i propri voti sul meno peggio tra “Bersani” e “Franceschini”.
Vorrei cogliere l’occasione per dare la mia risposta collettiva a Sandro, Pietro, Elisabetta, Andrea, Alessandro e a tutti quelli che hanno questo dubbio pur senza averlo scritto.
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