Quello che sconvolge della crisi italiana è che siamo bloccati nelle sabbie mobili solo perché nessuno in quel partito di plastica che è il PDL ha il coraggio di mandare a casa Berlusconi.
Ricapitolando per i disattenti: abbiamo un enorme problema di competitività economica, in declino da molti anni, che a sua volta ha prodotto un macello sociale. La politica non è riuscita a fare nulla per invertire questa situazione, e quindi non è credibile; per questa ragione i mercati ci bastonano, e facendo aumentare il nostro debito riducono ancora la nostra competitività. E siamo da capo, in un ciclo perverso da brividi.
Ognuno di questi quattro punti (declino della competitività, disastro sociale, incapacità politica, crisi di fiducia) merita almeno un libro di approfondimento, figurarsi se penso di parlarne in un post.
Qui volevo parlare dell’uscita dalla crisi, che secondo osservatori di destra e di sinistra richiede come primo passo che Berlusconi se ne vada subito. Non perché sia il nostro problema, ma perché avendo dimostrato in modo esauriente di non sapere cosa fare contribuisce ad aggravarlo.
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Ecco una lista abbreviata dei temi di cui si parlerà al prossimo consiglio:
1) Interrogazione del consigliere Corti (Prc) sulle autorizzazioni agli impianti di trattamento dei rifiuti speciali
2) Accordo tre Provincia e Comune di Pontedera per la riqualificazione dell’Area ex IPSIA (Assessore Landucci)
3) Approvazione del piano triennale del Turismo 2010-2012 (Assessore Sanzo)
4) Piano provinciale dei Servizi di sviluppo agricolo e rurale 2010 (Assessore Sanavio)
Oggi il consiglio provinciale ha preso posizione su una delle questioni più dibatutte a livello cittadino.
All’unanimità abbiamo chiesto all’ateneo pisano di rispettare l’accordo conciliativo stipulato presso la direzione provinciale del lavoro a Luglio del 2009 e di assumere entro il 31/12/2010 gli 89 tecnici che si era impegnata a stabilizzare.
E’ una posizione molto forte, che abbiamo deciso di prendere dopo una lunga discussione.
Per ottenere il voto di tutti i gruppi consiliari, con lo scopo di essere più utili alla causa dagli stabilizzandi, abbiamo accolto alcune modifiche alla bozza che avevo preparato. Vi segnalo il testo approvato, che infatti riporta anche le firme di Andrea Corti (PRC) e Giuseppe Gambini (PDL) che hanno contributo con proprie integrazioni alla versione finale.
mozione stabilizzandi
In estrema sintesi affermiamo il principio secondo il quale, pur tenendo conto degli ingenti tagli che colpiscono il fondo di finanziamento ordinario dell’ateneo pisano ed esprimendo preoccupazione per lo stato dell’università, un ente pubblico non debba venire meno ai patti che ha stipulato. Soprattutto quando si parla di lavoro, e soprattuto quando si parla di lavoro precario prestato per anni ed anni dopo la vittoria di vari concorsi pubblici.
Ci sarebbe molto altro da dire adesso.
Ma l’unica cosa importante per il momento è augurarsi che la vicenda si risolva positivamente.
Per il resto c’è tempo.
Carissimi,
nella prossima seduta del consiglio provinciale approveremo il nuovo statuto dell’Agenzia Energetica Pisana , un’azienda a totale controllo pubblico che ha la missione di promuovere il risparmio energetico e le energie rinnovabili. Come sapete al momento delle elezioni ho chiesto il voto anche e soprattutto sullo sviluppo sostenibile, per cui ho voluto vederci chiaro e sono stato a parlare con il presidente dell’Agenzia, l’ingener Romano Battaglia, per sapere cosa ha fatto fino ad oggi e cosa vorrà fare in futuro.
L’Agenzia è nata nel 98 con un finanziamento triennale della CEE (programma SAVE II), e nei primi anni di vita si è concentrata soprattutto sul controllo dell’efficenza delle caldaie domestiche. Nel 2005 il presidente è cambiato, e si è deciso di cominciare a lavorare sulle rinnovabili. Per le disposizioni vigenti questa società può lavorare solo per i propri soci, per cui vari comuni stanno entrando a farne parte: per il momento l’agenzia ha fatto consulenza sul risparmio energetico in molti edifici pubblici, ha studiato la fattibilità di alcuni impianti eolici e solari e ne ha progettati altri in corso di realizzazione. Recentemente ha lavorato al Piano Energetico Provinciale, un piano di indirizzo con il compito di armonizzare la programmazione delle istallazioni energetiche dei comuni: il fiore all’occhiello del piano è uno studio sul risparmio energetico delle aziende del disretto del cuoio, che dovrebbe servire anche ad aumentarne la competitività.
All fine dell’incontro ho conosciuto anche il vicepresidente, Rino Bellucci, e l’amministratore delegato di Trienergy, l’ingegner Antonio Trivella: a lui ho chiesto se esistono degli indicatori per valutare l’efficienza energetica dei vari territori e settori produttivi e la produzione di energie rinnovabili. Mi ha dato due riferimenti: il rapporto energia-ambiente dell’ENEA per i consumi e TERNA per la produzione.
Vedrò di saperne di più, ma se potete aiutarmi sono pronto ad ascoltarvi.
Durante il consiglio del 19 Novembre si è parlato molto di crocifissi. Quasi ogni gruppo aveva proposto un documento da votare: PDL, Lega e UDC, ognuno con toni diversi, contestavano la sentenza della corte di Strasburgo e sostenevano che il crocifisso non deve essere rimosso dagli edifici pubblici e dalle aule scolastiche perché il simbolo della nostra civiltà. Secondo il capogruppo della Lega togliere il crocifisso è il primo atto di una guerra per distruggere le nostre tradizioni.
La maggioranza ha risposto proponendo e votando un proprio documento, che sostiene due punti:
- il governo che si erge a difensore della cristianità fa politiche contrarie ai principi di umanità ed accoglienza
- non possiamo strumentalizzare il crociffisso
Personalmente condivido entrambi i punti, ma non sono soddisfatto di come abbiamo affrontato questa questione. Abbiamo espresso un pensiero debole, non compiuto. Sarei voluto intervenire nel dibattito del consiglio, ma non me la sono sentita di provare un ragionamento un poco più complesso nei due o tre minuti che avrei avuto a disposizione. Non mi sentivo neanche pronto a portare alle sue conseguenze un ragionamento di cui non avevamo potuto parlare diffusamente nel gruppo. Stimolato da una lettera al Tirreno scritta da Gianluca Gambini, consigliere del PDL, e ispirato da una più compiuta riflessione di Simone Siliani, ho risposto così:
Il consigliere provinciale Gambini (Pdl), scrivendo a questo giornale, ha sostenuto che il Pd non voglia valorizzare l’identità cristiana perché ha bocciato le mozioni del Pdl, della Lega e dell’Udc che chiedevano di esprimersi a favore dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche ed in altri edifici pubblici. Questa polemica, come quelle nazionali seguite alla sentenza della Corte di Strasburgo, ha messo in chiaro cosa interessa alle forze politiche di centro-destra: utilizzare la religione ed i suoi simboli come mezzo per affermare l’identità italiana. È lo stesso schema seguito dagli atei devoti: desemantizzare, astrarre le parole ed i simboli del cristianesimo e farli diventare bandiere da usare per rimarcare una separazione tra “noi” e gli “altri”. È una tentazione diffusa, come sostenva Stefano Rodotà su Repubblica già nel 2004 prefigurando la “nascita di uno scontro di civiltà all’interno dello stesso Occidente, di fronte ad una tendenza crescente a usare religione e natura come rifugio da un mondo senza cuore, come unica via per fondare certezze e recuperare identità perdute”.
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