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Posts Tagged ‘PDL’

Una replica sul cambio Lira Euro

26 novembre 2011 1 commento

Gianluca Gambini, consigliere provinciale del PDL, risponde sul sito del suo partito al mio post sui “pappagalli berlusconiani“. Il suo post comincia così:

Caro Federico,visto e considerato che non prendi quasi mai la parola in Consiglio Provinciale ed affidi i tuoi pensieri e le tue opinioni solo al tuo “diario”, Gente di Provincia,provero’ ad esporti alcuni concetti che dovrebbero portare un contributo di verita’ e non di demagogia al dibattito in oggetto…

Questa la mia replica, che ho messo anche come commento sul sito del PDL.

“Parlo poco, ma cerco di farlo a ragion veduta.
Le questioni che sollevi sono due e vanno tenute distinte; secondo me una ha senso e l’altra no.
Cominciamo dalla prima. L’adozione di una valuta comune in assenza di una vera unione politica è stata una mossa rischiosa, che richiedeva di essere seguita da maggiore integrazione (unione fiscale, vera banca centrale, maggiore mobilità del lavoro). Questa integrazione non c’è stata e in tempi non sospetti alcuni economisti avevano paventato che paesi come l’Italia, con forte debito e bassa produttività del lavoro, avrebbero rischiato grosso. Uno di questi è Roubini, che fu trattato con sprezzo e vero e proprio razzismo da Tremonti in occasione di un incontro internazionale.

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M’è toccato intervenire

25 settembre 2009 Nessun commento

SEDUTA DEL 24/09/2009

Nel consiglio di ieri si discutevano almeno tre cose interessanti: l’istituzione di un registro provinciale sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, l’approvazione del piano di sviluppo agricolo provinciale e una mozione a firma Andrea Corti che chiedeva all’amministrazione di fare un monitoraggio sugli effetti discriminatori del pacchetto sicurezza.

Non mi soffermo sul piano, ma faccio i complimenti all’assessore Sanavio per il successo ottenuto: hanno votato a favore tutti tranne il PDL, che si è astenuto.

Sul resto mi permetto qualche nota.

Il consiglio precedente aveva dato disposizioni alla giunta perché riunisse una commissione di esperti e istituisse un registro per le DAT: ieri la giunta ci ha informato del lavoro fatto. Naturalmente si tratta di un atto dimostrativo, che trova il suo significato nella intricata situazione nazionale. Per dire, il Tar del Lazio ha appena deciso che a nessuno, cosciente o incosciente, possano essere effettuati trattamenti contro la propria volontà. Nel dibattito il consigliere Ermanno Conti, cattolico di quelli laici, spiegava che allo stesso modo in cui nessuno può decidere di mettere un sondino per l’alimentazione forzata ad una persona cosciente che esprime volontà contraria lo stesso diritto deve valere per la persona incosciente. Lo stato non può decidere per tutti, ognuno è responsabile delle sue azioni.

La vetta più alta del dibattito si è toccata con l’intervento del vice presidente del consiglio Giuseppe Gonnella. Questi alcuni dei suoi argomenti: “se lo stato non può decidere per tutti, figuriamoci la provincia“, “spero che non vi rompiate mai una gamba quando siete a Pisa“.Perché altrimenti si rischia l’eutanasia, certo. Sono dovuto intervenire per spiegare che c’è una certa differenza tra decidere per tutti e fare qualcosa perché tutti decidano liberamente, e che mi stupisco come questa distinzione sfugga a chi ha la parola “libertà” nella sigla del proprio partito.

Ma a mio giudizio il premio “migliore frase di giornata” va all’intervento di Giuseppe Calò. Intervenendo sulla discussione della mozione di Andrea Corti, che sottolineava la preoccupazione della Chiesa per i respingimenti e per il trattamento riservato agli immigrati, il capogruppo del PDL ci ha spiegato le vere intenzioni della Chiesa: “viene il dubbio che la Chiesa sia contro i respingimenti per il noto affare dei centri di accoglienza gestiti dalla Caritas“.

Ah, beh.

Lui è funzionante

4 settembre 2009 1 commento

Ghedini: il Cavaliere spiegherà che non è impotente – Corriere della Sera

Ghedini: il Cavaliere spiegherà che non è impotente

Sono queste le doti che vogliamo da uno statista.

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Cosa resterà del ventennio berlusconiano?

18 agosto 2009 2 commenti

Per un mero dato anagrafico appartengo alla generazione dei post-berlusconiani, quelli che leggeranno un primo sommario bilancio dei primi due decenni della seconda repubblica sui libri di storia dei figli. Mi chiedo spesso che cosa diranno quelle due paginette dell’ultimo capitolo, quelle che il professore di storia mette nel programma ma che non si riescono mai a spiegare in classe perché Maggio scorre via in un soffio e bisogna organizzarsi per gli esami.
Intanto credo che si chiamerà ventennio berlusconiano. Lo dicono i numeri. Berlusconi è comparso sulla scena politica nel 1994, e nel 2013, se tutto va come sembra, avrà governato il paese per 11 anni su 20, ricoprendo il ruolo di premier per due legislature intere. Il suo avversario storico, Romano Prodi, ha governato per neanche 4 anni. Il centro-sinistra per una legislatura intera ed una cortissima, indebolito da una continua conflittualità interna.
È difficile valutare il presente con un certo distacco, ma possiamo cercare di fare un bilancio “preventivo” di questa stagione guardando alle grandi sfide che la politica avrebbe dovuto affrontare fin dagli anni ’90: il consolidamento di una democrazia dell’alternanza, lo sviluppo del meridione, il superamento della partitocrazia e la sburocratizzazione della pubblica amministrazione, la riforma di parlamento e governo, l’attuazione del regionalismo/federalismo, la creazione di un mercato del lavoro efficiente e di ammortizzatori sociali moderni, la riforma di giustizia lenta ed in perenne conflitto con la politica.
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Categorie:Italia Tag:

Da oggi siete tutti più insicuri

7 luglio 2009 Nessun commento

Il DDL sicurezza, nella parte relativa all’immigrazione, provocherà una crescita dell’insicurezza perché obbliga le persone a cui scade il permesso di soggiorno a sprofofondare nell’illegalità.
Giulio Zanella spiega perché, e dice anche che cosa si sarebbe potuto fare (quello che ha fatto Obama per esempio…)

noiseFromAmeriKa : Le strane logiche del ddl sicurezza

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