Ciò che sta succedendo nel Partito Democratico pisano supera le mie capacità di comprensione. Mi arrendo all’evidenza, e spero che la nuova dirigenza sappia portare il partito oltre i suoi limiti.
Quello che però non posso accettare è che da parte degli eletti si superi un limite sacro. I gruppi consiliari non possono essere trattati come il campo di battaglia delle correnti. Costruiamo un cuscinetto di sicurezza attorno alle istituzioni che governiamo, nessuno di noi consiglieri accetti di essere la pedina di un gioco che non riguarda i cittadini: è un appello che lancio ai miei colleghi del gruppo provinciale e a quelli del gruppo comunale di Pisa.
La nostra Trebisonda sono gli elettori, che hanno votato per un programma e hanno diritto che questo sia portato a termine nel migliore dei modi.
Su tutto il resto si può discutere nelle sedi di partito. Ho le mie idee su quello che è successo, sulle responsabilità personali e di gruppo, e non avrò paura di confrontarmi su tutto questo negli organismi competenti. Quello che invece non farò mai è usare il mio mandato di rappresentante provinciale per condurre rappresaglie di partito.
Democrats Predict Slim Margin in Health Vote Sunday – NYTimes.com
By a vote of 224-206, the House approved the key procedural measure necessary to pass the legislation, showing that Democrats and Mr. Obama had succeeded in cobbling together the votes they need to achieve a goal sought by presidents and progressives for more than a half-century.
Sembrerebbe fatta, grazie ad Obama milioni di americani avranno diritto all’assistenza sanitaria.
Quando si dice che c’è una politica che fa bene…
Isn’t Italy a place of contrast? [Internet inside] « Marco Bani
Proprio ieri dal mondo politico, è venuta un’inaspettato supporto verso la candidatura di Internet a Nobel per la pace. Ancora una volta è il “compagno ” Fini, precursore di una destra postberlusconiana lungimirante e moderna. Quella che mi fa più paura perchè credibile. Il presidente della Camera rinnega (di nuovo) il suo stesso governo e irrompe prepotentemente nel vuoto lasciato dagli altri politici sulle capacità e potenzialità benefiche della Rete: “La rete merita il prossimo Nobel per la pace: sarà un Nobel dato a ciascuno di noi. L’accesso a internet deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell’uomo: un valore per cui battersi di fronte alle censure e alle restrizioni che sempre più spesso vengono imposte alla rete”. Bellissime frasi, ma dov’era Fini quando governo o parlamentari del PDL presentavano leggi che introducevano una censura o comunque un controllo preventivo, a volte anche statale? Solo grazie alla sollevazione di molti bloggers e altri parlamentari si è evitato il peggio. Vediamo se stavolta se alle parole passeranno ai fatti, ma ne dubito fortemente, visto le passate esperienze.
Ha ragione Marco, Fini è pericoloso perché è credibile. E’ anche un politico spregiudicato e moderno, capace di adattare il suo pensiero a quello che il mercato elettorale chiede. Se Fini avesse la metà del potere mediatico di Berlusconi governerebbe l’Italia fino al 2080.
Noi però dobbiamo smetterla di elogiarlo e cominciare a mettere in evidenza i suoi limiti, che sono enormi.
Il principale è che Fini è il primo produttore nazionale di misure rassicuranti e dannose:
- è quello che con la Bossi Fini finge di regolare l’immigrazione e crea illegalità
- è quello che con la Fini Giovanardi incentiva gli spacciatori a vendere le droghe pesanti.
Non stiamo più zitti quando il barista ci dice che Fini è quello che parla meglio. Perché ammettendo che sia vero, le sue rimangono sempre parle a vanvera.