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Posts Tagged ‘Commenti’

Tre (mente)gatti con cui sono d’accordo

17 dicembre 2010 Nessun commento

Ignazio Marino – Articoli – Articoli – PD: LAVORIAMO SUI PROGRAMMI MA NO ALL’UNIONE DI CENTRO-DESTRA

E’ comprensibile la necessità di aprire il dialogo con tutti coloro che vogliono mettersi alle spalle il disastro di questi anni per fare i cambiamenti che riportino la democrazia nel paese e affrontino gli storici ritardi nelle riforme istituzionali e sociali. E’ urgente affrontare il tema del lavoro, del precariato, delle iniquità, dei diritti civili. E’ urgente, come dice Bersani, lavorare per fare dell’Italia un paese moderno. Ciò che non è affatto chiaro è su quali punti di contatto con il Terzo Polo il segretario del PD immagina di poter costruire le riforme.

Vuole riformare la scuola pubblica con Casini, fare nuove leggi sui diritti con Binetti e Rutelli e la riforma del lavoro con la destra? Se l’obiettivo del segretario è solo quello di sostituire l’idea del Nuovo Ulivo con quella dell’Unione di centro-destra, non so quanti saranno d’accordo. Io no.

Sbattere il grugno | Ivan Scalfarotto

La cosa che mi preoccupa è che senza una linea politica chiara e sua propria, sulla quale eventualmente accettare richieste di alleanza (e non proporle col cappello in mano), il PD diventa un satellite che si illumina solo della luce dei suoi vicini, che ha senso soltanto come portatore d’acqua di linee politiche altrui: dal punto di vista del metodo fa poi poca differenza che si tratti di Vendola o di Casini. Non un buon modo per assicurare successi e lunga vita al PD e sicuramente non un buon modo per smettere di sbattere il grugno.

Bersani stoppa le primarie: errore fatale | Gad Lerner

Trovo non sbagliato, ma sbagliatissimo, che Pierluigi Bersani, dovendo reagire alla politica berlusconiana della compravendita dei deputati, per prima cosa annunci su “Repubblica” uno stop alle primarie, cioè alla politica democratica e partecipata.
Questa classe dirigente del Pd afflitta dal politicismo, tutta lì pensierosa su come si fa ad agganciare il Terzo Polo con il ritorno al proporzionalismo (ammesso poi che Fini ci stia, contraddicendo la sua vocazione), preoccupata più di fare la corte a Casini che di raccontarci chiaro l’Italia che vorrebbe, va dritta verso la perdizione, che è peggio di una sconfitta.

PD PARISI LA PROPOSTA DI BERSANI CI RIPORTA A PRIMA REPUBBLICA – Agenzia di stampa Asca

”Sta finendo come doveva finire. Bersani scrive ‘andare oltre Berlusconi’ ma e’ a tutti evidente che vuol ‘tornare a prima di Berlusconi’. Il patto per la riforma della Repubblica che propone ai centristi non e’ altro che un patto per la restaurazione della prima Repubblica”.
Ad affermarlo e’ Arturo Parisi che aggiunge: ”I cantieri e i ‘nuovi Ulivi’, sono ormai alle nostre spalle e cosi’ l’annuncio di partiti nuovi e la democrazia dei cittadini. E alle nostre spalle sono quelli che Bersani chiama ancora i ‘nostri strumenti’ come le primarie che, per la prima volta vengono accusati senza giri di frase, di aver introdotto nel partito ‘elementi di dissociazione che non fanno bene a nessuno’. L’aggiustatina che Bersani aveva annunciato da tempo, alla fine e’ arrivata. E’ comunque un elemento di chiarezza”

PD VERINI PRIMA I PROGRAMMI E L ITALIA POI GLI SCHIERAMENTI – Agenzia di stampa Asca

”Continuo a pensare che per il Partito democratico sia fondamentale rimettersi con decisione alla guida di una credibile alternativa riformista e di cambiamento. Per raggiungere questo obiettivo il Pd deve necessariamente investire su se stesso pena il prolungamento dell’agonia del berlusconismo e la drammatica, ulteriore decadenza del Paese”.
Lo dichiara il parlamentare del PD Walter Verini (veltroniano), membro della Direzione Nazionale del Partito.
”In questo senso continuo a ritenere che – prima degli schieramenti politici – gli interlocutori fondamentali di una grande alleanza riformista debbano essere i cittadini, le forze sociali, l’Italia che non ce la fa e quella che guarda con piu’ fiducia e forza al futuro’

ciwati

Non si capisce che cosa faremmo con questa alleanza, dall’Anpi a Salò, come ha scritto qualcuno (altro che Cln), né cosa diremo sull’economia, sull’università, sul lavoro (perché Marchionne è un affamatore di popoli, invece quegli altri sono sinceri democratici), sul precariato, sull’acqua, sulla sicurezza, sul nucleare, sui diritti civili e, nemmeno, su quel sistema elettorale di cui si parla da mesi, per cui era nato un gruppo di lavoro che non ha trovato una sintesi, nonostante l’enfasi politica con la quale era stato accompagnato.

Risultati elettorali e primarie

12 giugno 2009 Nessun commento

Il primo cerchio

Dopo le amministrative Fontanelli fa le sue considerazioni:
1)Nelle zone tradizionalmente di sinistra si perdono voti
2)In Val di Cecina stanno succedendo da tempo delle cose che non capiamo
3)Le primarie non sono la soluzione a questi problemi

Aggiungerei che le primarie non sono neanche la soluzione alla fame nel mondo, e neppure per far ripartire la crescita economica. Questo vuol dire che sono il problema?
Sgomberando il campo dagli artifici retorici, bisogna che si discuta una volta per tutte di che tipo di partito pensiamo sia più adatto alla nostra società. Per fortuna andiamo incontro ad una convenzione in cui ci sarà spazio per parlarne senza essere pungolati da una scadenza elettorale, quindi calma e gesso.
A chi pensa che la soluzione sia costruire un partito più rigidamente disciplinato, più chiaramente di sinistra e senza tante primarie faccio notare una cosa: quel partito c’era, veniva da una storia gloriosa, e si chiamava (P)DS. Ha preso il 20,3% alle politiche del 1994, il 21,1% nel 1996 e il 16,6% nel 2001. E’ passato attraverso sconfitte storiche senza riuscire a cambiare classe dirigente, e non è riuscito a dare stabilità ai governi di cui ha fatto parte.
Costruiamolo come ci pare questo PD, ma non ci dimentichiamo del perché l’abbiamo fatto.
[l'oste]

Il risultato del PD per Francesco Costa

10 giugno 2009 Nessun commento

iMille » Blog Archive » L’analisi del voto

Pd – 26,1%
Sette punti percentuali e quattro milioni di elettori in meno dalle politiche, addirittura un punto sotto quell’imbarazzante asticella fissata al 27%. Il fatto che potesse andare molto peggio dovrebbe far venire i brividi, piuttosto che indurre alle pacche sulle spalle. Sorpassati dal Pdl in Umbria e nelle Marche, distrutti in Lombardia, battuti alle amministrative, incalzati da Di Pietro. Si potrebbe scrivere un libro sul come si è finiti fin qui, e infatti in libreria ce ne sono due o tre. La speranza è che questo turno elettorale abbia chiuso un ciclo. Si apre ora una stagione congressuale che potrebbe dare al partito vitalità e pubblicità, ma a una condizione: che sia una competizione vera, aperta, appassionante. Se la lotta tra componenti sarà giocata con gli stessi strumenti di questi dodici mesi – interviste al vetriolo, colpi bassi, politichese, minacce – invertire la tendenza sarà impossibile.

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