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Posts Tagged ‘Elezioni’

Il candidato

12 aprile 2010 Federico 3 commenti

Mi segnalano che per Il Tirreno sono entrato nel toto-sindaco di Cascina 2011. Paolo Cipolli ed io saremmo “i candidati preferiti dall’elettorato cattolico” (ecco cosa era quella processione un paio di Venerdì fa!).

Sono felice di continuare a godere di grande considerazione da parte della autorevole stampa locale, la stessa che nel 2007 mi candidava a sindaco di Pisa.

Purtroppo devo deludere le schiere di pii fan: domani Pisanotizie mi lancerà alla commissione europea.

Prima che la mela marcisca: spunti di riflessione per il dopo regionali

31 marzo 2010 Federico 2 commenti

Una sera, a Ballarò, Pierluigi Bersani se ne uscì con una metafora suggestiva: il consenso è come una mela, quando cadrà dall’albero noi dovremo essere pronti a raccoglierla con un bel cestino. La mia idea è che la mela stia marcendo senza che noi abbiamo avuto un’idea su dove trovarlo quel benedetto cestino, ed il frutto che tanto desideriamo rischia di cadere, ormai marcio, sul prato verde (molto verde). Trovare il cestino e capire come scuotere l’albero sono le due sfide che il PD ha davanti nei prossimi tre anni.

Come sta la mela?
Attaccata all’albero in modo sempre più debole: come d’autunno, sugli alberi, le foglie. La fiducia in Berlusconi è calata al 44% (Marzo 2010), quella del governo è al 38%. La situazione non è così diversa da quella che attraversava il governo Prodi nel gennaio del 2008, quando a seguito del caso Mastella la fiducia nel professore calò al 42% e quella del suo governo ad un imbarazzante 31%. Sicuramente sembrano passati secoli dall’Ottobre del 2008 quando Berlusconi godeva della fiducia del 62% degli italiani ed il suo governo piaceva a più della metà dell’elettorato. Il governo paga la sua incapacità di mantenere le promesse elettorali, i suoi conflitti interni e l’impatto della crisi economica, tre macigni che sarebbero capaci di spezzare la schiena agli esecutivi di tutto il mondo. Non è vero che il consenso di Berlusconi sia immutabile, sta vacillando oggi come vacillava nel 2006. Noi in quel caso fummo capaci di coglierlo, ma il cestino, intrecciato male e a maglie troppo larghe, si rovesciò ben presto.
Prosegui la lettura…

Commento a caldo

29 marzo 2010 Federico 2 commenti

La Lega Nord al 6,5% in Toscana è un dato peggiore di quanto non mi aspettassi.
Rispetto alle europee hanno preso oltre due punti, e nel crollo generale dell’affluenza hanno pure aumentato i voti reali.
Acc.

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Il vero messaggio del decreto

6 marzo 2010 Federico Nessun commento

Decreto salva liste, Napolitano firma Di Pietro: “Valutare impeachment” Il Pd: “Il 13 centrosinistra in piazza” - Politica - Repubblica.it

Casini: “Le regole valgono solo per i deboli”

“Alla fine posso essere anche contento che abbiano riammesso le liste, ma il messaggio che passa al paese è devastante. Il messaggio è che le regole valgono solo per i deboli, mai per i forti”. Lo ha detto il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, a Parma per una manifestazione elettorale a sostegno del candidato centrista per le elezioni regionali in Emilia-Romagna

Le regole si rispettano solo se le infrangi te

6 marzo 2010 Federico Nessun commento

ciwati

Se, per caso

Se, per caso, sono nel Lazio e in Lombardia (solo in quelle due regioni, però) e mi presento con un numero di firme insufficiente, alcune a matita, altre senza timbro, altre senza data e luogo, altre ancora senza certificatore, perché ho fatto tardi con alcune candidature di prestigio (una su tutte l’igienista dentale che mi ha tanto aiutato), quando arriva la scadenza di mezzogiorno non mi presento all’ufficio competente, ma rimango nell’atrio, con le firme nella borsa, posso poi chiedere che i termini siano riaperti, a un certo punto, e di poterne discutere dopo l’esito del voto, perché io le firme, anche se non tutte a posto, ce le avevo, nella borsa a mezzogiorno, mica ero tenuto anche a farle vedere. Se sono in Liguria o in Molise non posso, però. Ovviamente, fino alla data in cui mi sono presentato senza tutte le firme e senza depositarle in orario, non potevo saperlo. Poi, qualche giorno dopo, una norma interpretativa, che non interviene mica su un caso concreto, mi ha dato la possibilità di tornare in gioco, di andare al Tar e di fare anche la voce grossa. Pensate che spiegava proprio le cose che avevo fatto io, le altre no, si riferiva proprio al mio caso unico e sorprendente. E sapete perché? Perché il decreto l’ho fatto io. L’Italia è il Paese che amo.

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