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Archivio per la categoria ‘Italia’

Il vero messaggio del decreto

6 marzo 2010 Federico Nessun commento

Decreto salva liste, Napolitano firma Di Pietro: “Valutare impeachment” Il Pd: “Il 13 centrosinistra in piazza” - Politica - Repubblica.it

Casini: “Le regole valgono solo per i deboli”

“Alla fine posso essere anche contento che abbiano riammesso le liste, ma il messaggio che passa al paese è devastante. Il messaggio è che le regole valgono solo per i deboli, mai per i forti”. Lo ha detto il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, a Parma per una manifestazione elettorale a sostegno del candidato centrista per le elezioni regionali in Emilia-Romagna

Assolto una sega

27 febbraio 2010 Federico Nessun commento

La televisione pubblica dà informazioni false per proteggere il premier. Dicono che l’avvocato Mills è stato assolto, mentre due gradi di giudizio hanno accertato che è stato corrotto per testimoniare il falso e salvare Berlusconi. Ma il reato di corruzione è andato in prescrizione, perché è avvenuto più di 10 anni fa. Assolto una sega, diciamo a Pisa.
Se il più seguito telegiornale distorce i fatti siamo arrivati all’emergenza democratica.

AGGIORNAMENTO(il giornalismo al tempo dei blog)
Guardatevi questo video che riporta la telefonata di protesta di un cittadino alla redazione del TG1 e le loro scuse imbarazzate (grazie a SimoneS)

L’Italia vista da lontano

23 febbraio 2010 Federico Nessun commento

Come i presbiti, da lontano vedo meglio.
Questo viaggio a Capo Verde, con la mitica redazione del Dossier Immigrazione, mi sta facendo scoprire tante cose. Ci fa da guida Maria de Lourdes, grintosa giornalista capoverdiana di origine e italiana di adozione, che ha lavorato 37 anni in Italia, anche in Rai. Negli anni ‘70 era una ragazzina, ed arrivò in un paese accogliente. Da colf che era è diventata il mito di tutti quelli che si occupano di immigrazione, firmando alcuni tra i migliori programmi dedicati al tema. Ora ha deciso di tornare a casa, perché negli ultimi anni l’Italia è diventata un paese triste, arrabbiato. Qualche tempo fa a Roma, fuori da un supermercato, ha visto una mendicante aggredire un africano colpevole di aver la pelle nera: “tornatevene a casa!”. Ci è rimasta male: “Anni fa il senso comune avrebbe espresso solidarietà all’immigrato, oggi alla mendicante”. Ieri i razzisti pensavano cose terribili senza poterle dire. “Oggi sono gli immigrati a dover giocare in difesa dalla mattina quando escono di casa fino a sera”. E in questa differenza tra ieri e oggi si specchia un paese vecchio, impaurito e triste.

Alzati che si sta alzando l’ulivismo popolare

6 febbraio 2010 Federico Nessun commento

Quand’è che l’esistenza di un partito fa bene alla società?
I partiti servono a qualcosa quando rappresentano dei conflitti sociali rilevanti per società: attenzione però, perché una molteplicità di partiti che rappresentano le stesse questioni, che stanno dalla stessa parte su tutti i temi più rilevanti non sono soltanto inutili. Fanno malissimo a se stessi e a tutta la loro area politica, perché competono per lo stesso elettorato. Vi ricorda nulla?
Se teniamo in mente questa considerazione emergono le ragioni che hanno reso indispensabile superare DS e Margherita: quei partiti provenivano da un passato differente, ma con la caduta dell’ideologia comunista le loro soluzioni sul futuro si avvicinavano.
Oggi dovremmo chiederci che cosa divide i referenti sociali di IdV e Sinistra e Libertà da quelli del PD? E che cosa divide tutti questi dai radicali “di sinistra” che non sono andati con Berlusconi. Rappresentiamo davvero spicchi diversi di società? E’ dalla risposta a queste domande che dovrebbe maturare la strategia del centrosinistra futuro, non da considerazioni di breve periodo su convenienze elettorali immediate o sulla compatibilità di tradizioni culturali diverse.
In questi giorni, come fin dall’inizio in realtà, nei corridoi si parla di quanto potrà sopravvivere il PD. Si dice che la fusione tra DS e Margherita non può riuscire perché ci sono abitudini, modi di fare differenti. Ed è vero: ma teniamo bene a mente che questo disagio riguarda alcune migliaia di dirigenti locali e di vecchi militanti dell’una e dell’altra parte. Tendiamo a scambiare la nostra personale insofferenza per come “gli altri” vorrebbero scegliere le candidature o gli organismi del partito con l’esistenza di un progetto politico diverso . E’ l’altra la domanda a cui dobbiamo rispondere.
La mia sensazione è che, come dice Stefano Menichini oggi su Europa, l’accoglienza riservata alle candidature di Vendola e della Bonino (ma anche, incredibile a dirsi, la crescente nostaglia per Prodi) dimostri che l’elettorato di centrosinistra è attraversato da un certo “ulivismo popolare”. Tutti uniti per tutelare l’ambiente, il lavoro, la scuola e la sanità pubblica, la laicità dello stato, la soliderietà verso gli ultimi della società, ovvero le opzioni di fondo che ci dividono dal centrodestra. Possiamo farlo soltanto stando insieme, perché uniti dovremo più sprecare il nostro tempo a differenziarci per questioni di dettaglio e quindi, in definitiva, a parlare di noi stessi (magari lo faremo al congresso, poi basta).
Io era tra quelli convinti che Bersani volesse tornare allo schema partito socialdemocratico più partito cattolico di centro. Schema centro-sinistra col trattino, scriverebbero gli appassionati della questione. Non so se fosse la sua vera intenzione, ma so di molti che l’hanno sostenuto credendolo. Rimango però convinto che la direzione giusta sia quella di un PD che vada da Vendola a Di Pietro. E se proprio non ci riusciamo, evitiamo per lo meno divisioni che capiremmo soltanto noi.

Mai?

6 febbraio 2010 Federico Nessun commento

Il giorno che saranno tutti e tre nello stesso partito avremo portato a compimento il sogno di un centrosinistra contemporaneo.

Idv: applausi per Bersani e Vendola al congresso – Corriere della Sera