giannicuperlo | Il Cannocchiale blog
“Caro Gianni, mi scuso tanto se ti rispondo con tanto ritardo, ma fra esami, lavoro, partito e famiglia è stato veramente un periodo tremendo. Io sono venuta in Italia il 13 dicembre del 1992 insieme a mia mamma e mio fratello, mio padre era già venuto prima per iniziare a lavorare e trovare la casa. I primi anni quanto sono stati difficili! Io anche se bambina, quando sono venuta avevo 6 anni, li ricordo molto bene!
Allora i documenti andavano rinnovati ogni 2 o 3 mesi, con file interminabili alla Questura che partivano dalle 3-4 del mattino. I miei genitori si erano adoperati a fare 2 o 3 lavori, per riuscire a mantenere la famiglia. Come ti ho raccontato i miei genitori provengono entrambi da famiglie abbastanza importanti in Albania, famiglie che avevano un nome e un’autorità notevole, ma chiaramente dal punto di vista economico il regime non permetteva che ci fosse alcun tipo di arricchimento o di proprietà privata, tutto era stato preso dallo stato con la svolta del comunismo. Inoltre c’è un altro fattore che ha molto influito sugli albanesi che sono venuti in Italia, la totale chiusura del paese per oltre 45 anni ha fatto sì che la popolazione vivesse come chiusa in una caverna da cui non era permesso uscire, sembrava che il mondo fosse solo quello descritto dal regime, un regime che ha congelato il paese e la cultura per quattro decenni.
Prosegui la lettura…
Naturalmente in modo diverso.
Ne parla Krugman per gli Stati Uniti, e credo sia vero anche da noi.
The Curious Politics of Immigration – Paul Krugman Blog – NYTimes.com
Democrats are torn individually (a state I share). On one side, they favor helping those in need, which inclines them to look sympathetically on immigrants; plus they’re relatively open to a multicultural, multiracial society. I know that when I look at today’s Mexicans and Central Americans, they seem to me fundamentally the same as my grandparents seeking a better life in America.
On the other side, however, open immigration can’t coexist with a strong social safety net; if you’re going to assure health care and a decent income to everyone, you can’t make that offer global.
So Democrats have mixed feelings about immigration; in fact, it’s an agonizing issue.
I repubblicani invece sono divisi tra chi vuole gli immigrati come manodopera a basso costo e chi non li vuole perché spaventato dagli “altri”.
La destra italiana è più cinica: dice di non volerli, fa fuoco e fiamme nei discorsi, poi in realtà lancia sanatorie, tollera il lavoro nero e crea un mercato di schiavi senza diritti.
Toscana, in spiaggia vu’ cumprà a numero chiuso | IL CASO | Repubblica Viaggi
“Sui temi dell’immigrazione resto cattiva – tiene a puntualizzare il sindaco Faenzi – Questa non è un’apertura ma la regolamentazione di un’attività che fa parte dell’intrattenimento e del folclore della costa”.
Come i presbiti, da lontano vedo meglio.
Questo viaggio a Capo Verde, con la mitica redazione del Dossier Immigrazione, mi sta facendo scoprire tante cose. Ci fa da guida Maria de Lourdes, grintosa giornalista capoverdiana di origine e italiana di adozione, che ha lavorato 37 anni in Italia, anche in Rai. Negli anni ’70 era una ragazzina, ed arrivò in un paese accogliente. Da colf che era è diventata il mito di tutti quelli che si occupano di immigrazione, firmando alcuni tra i migliori programmi dedicati al tema. Ora ha deciso di tornare a casa, perché negli ultimi anni l’Italia è diventata un paese triste, arrabbiato. Qualche tempo fa a Roma, fuori da un supermercato, ha visto una mendicante aggredire un africano colpevole di aver la pelle nera: “tornatevene a casa!”. Ci è rimasta male: “Anni fa il senso comune avrebbe espresso solidarietà all’immigrato, oggi alla mendicante”. Ieri i razzisti pensavano cose terribili senza poterle dire. “Oggi sono gli immigrati a dover giocare in difesa dalla mattina quando escono di casa fino a sera”. E in questa differenza tra ieri e oggi si specchia un paese vecchio, impaurito e triste.
Si può usare quello di Via Padova o quello di San Salvario
La diplomazia della birra e del cous cous- Torino LASTAMPA.it
San Salvario a Torino era il simbolo del degrado. Dieci anni dopo è diventato un quartiere trendy
Nei nostri comuni quale stiamo usando?
Commenti recenti