E’ la strategia rivoluzionaria (ma anche un po’suicida) che i nostri leaders ci stanno illustrando da tempo sui giornali.
Bersani, Bindi, D’Alema.
Questa strategia prevede tre punti:
1) Cercare un’alleanza con il Terzo polo
2) Rinunciare alla costruzione del nuovo ulivo
3) Rinunciare alla candidatura di Bersani premier
Il corollario, è la rinuncia alle primarie.
Il vero dramma è che il punto uno, al quale seguono tutti gli altri, è una chimera.
L’elettorato di Casini e quello di Fini, non accetterebbero mai un’alleanza con il PD.
Quello di Vendola, e parte del nostro, non accetterebbero un’allenza così sbilanciata a destra.
Quello di Di Pietro, neanche.
La strategia, quella del fronte di liberazione da Berlusconi, porta a due possibili risultati:
A) Si prende il 35%. Tutti insieme.
B) Si vince, perché davvero si riesce a convincere l’elettorato che “se vince Berlusconi mammamia”, e si dura due mesi.
Il giorno che saranno tutti e tre nello stesso partito avremo portato a compimento il sogno di un centrosinistra contemporaneo.
Idv: applausi per Bersani e Vendola al congresso – Corriere della Sera
Rendo pubblico il contenuto della mia risposta ad alcuni amici che apprezzano Marino ma credono che votare Bersani o Franceschini sia più utile.
Il mio invito a votare alle primarie del PD e a scegliere Ignazio Marino ha ricevuto un certo numero di risposte dubbiose o critiche.
Il punto comune, e molto comprensibile, è che siccome Marino probabilmente non vincerà le primarie sembra più utile concentrare i propri voti sul meno peggio tra “Bersani” e “Franceschini”.
Vorrei cogliere l’occasione per dare la mia risposta collettiva a Sandro, Pietro, Elisabetta, Andrea, Alessandro e a tutti quelli che hanno questo dubbio pur senza averlo scritto.
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Vedendo la pubblicità che il corriere.it ha messo sopra un articolo che parla delle primarie, beh, qualche dubbio viene…

Non sarà in prima serata, ma alla fine un confrontino si fa.
http://videochat.corriere.it/index_Live01.shtml