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Archivio per la categoria ‘Giovani’

Non è il problema. Né la soluzione.

3 febbraio 2012 Nessun commento

Fact based analyses: analisi basate sui numeri, sulle evidenze empiriche.

Così mi piacerebbero le analisi politiche, soprattuto quando si parla di temi importanti e misurabili come il lavoro. E invece in Italia si preferisce parlare sempre di principi, fino allo sfinimento, che fa più intellettuale figo.

Tutto questo per dire che finalmente ho visto un’analisi interessante sulla questione dell’art. 18 secondo cui, in fin dei conti, non rappresenta un grosso ostacolo alla crescita dimensionale delle aziende. Anche se rimane un metodo un po’ inefficente e costoso per difendere i diritti dei lavoratori, forse è meglio parlare di altro. Magari della disciplina dei licenziamenti collettivi e degli ammortizzatori sociali da riformare. No?

P.S. A proposito di fact based analysis, sto ancora cercando qualcuno che mi mostri delle analisi sul trade-off tra protezione dei lavoratori e occupazione. Linkate, linkate, linkate.

Categorie:Giovani, Italia, Politiche sociali Tag:

Il governo dei ricchi

29 novembre 2010 Nessun commento

Molti italiani hanno votato Berlusconi dicendo “ha arricchito sé stesso, farà ricca anche l’Italia”.
Sbagliato, amici miei.
Nella necessità di comprimere le spese, Berlusconi fa gli interessi di quelli come lui.
Sei in difficoltà con l’affitto? Non hai i nonni che ti tengono il bambino? Sei giovane? Sei immigrato e vuoi imparare l’italiano? Non sei autosufficiente? Vuoi fare il servizio civile?
Fatti tuoi.

In estrema sintesi

23 settembre 2010 Nessun commento

La solfa della ribellione è una stronzata | Marco Simoni

Una delle ragioni fondamentali del fatto che in Italia i giovani stanno male, per essere sintetici, poi certo ci sono le eccezioni, ed hanno una prospettiva meno rosea di quella dei propri genitori all’età loro, è che l’economia italiana non cresce. Non cresce, e quindi ci sono meno posti di lavoro. Ci sono meno posti di lavoro e quindi per ogni posto ci sono cinquanta candidati e il salario, e le condizioni di lavoro di quello che effettivamente prende il posto sono peggiori. Il lavoro gratis all’università e negli studi professionali, il praticantato sfruttato, non sono una novità. La novità è la loro estensione e il fatto che non finiscono mai. E la ragione principale di questo è che l’economia è ferma da venti anni. E una delle ragioni principi di questa stagnazione è il debito pubblico enorme, galattico, esagerato, che l’Italia ha accumulato negli anni ‘80, per cui non c’è una lira per fare nulla: non c’è una lira per la metropolitana in più che serve, non c’è una lira per la ricerca, non c’è una lira per un nuovo piano di investimenti nella green economy, non c’è una lira. Poi, non è esattamente così, nel senso che una politica economica migliore potrebbe anche essere fatta. Ma non attraverso la creatività che finora ha dimostrato la classe politica. Ma anche questo è un altro discorso e un altro dibattito.

Preparando la rivoluzione di domani

23 settembre 2010 Nessun commento

Dal generale al particolare, dal particolare al generale. Con qualsiasi ottica si guardi il problema, la sua drammaticità è evidente a tutte le persone di buon senso. Governo escluso, ça va sans dire.
I giovani di questo benedetto paese sono alla fame.
Non lavorano, se lavorano lo fanno al nero o a 500 euro al mese.
E si resta “giovani” fino a più di trent’anni.
La storia che segnala Severgnini oggi è esemplare:

Italians – Corriere della Sera

Magari avete visto anche la lettera al “Corriere” di una giovane avvocata (anonima e pentita): a 27 anni prende 500 euro al mese, e ammette di essere fortunata. Almeno la pagano, e non la piazzano a fare fotocopie & caffè, come tanti colleghi coetanei.

Ma se si passa dal particolare al generale la situazione non migliora, anzi:

Disoccupazione  all’8,5%, massimo dal 2003 senza lavoro quasi un terzo dei giovani – Repubblica.it

Particolarmente preoccupante il dato sui giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni: sono disoccupati il 27,9% e in questo caso si tratta del massimo dal secondo trimestre del 1999.

Più di un giovane su quattro è disoccupato. Ripetetelo lentamente, perché a volte i numeri vanno masticati un po’ prima che rilascino il loro vero significato.
Più-di-uno-su-quattro.
Quei ragazzi che lavorano occasionalmente e quelli regolarmente sfruttati a 500 euro al mese, non rientrano tra i disoccupati. No, quelli sono i fortunati.
E’ un’emergenza nazionale, l’unica cosa di cui abbia senso parlare.

Di ritorno dal Civaday

22 marzo 2010 5 commenti

Dopo una marea di viaggi che gli abbiamo fatto fare a Pisa, andare a trovare Pippo a Monza era il minimo. E sono contento di aver conosciuto di persona molti dem-friend di lunga data. Lo faremo davvero il PD.

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