Gianluca Gambini, consigliere provinciale del PDL, risponde sul sito del suo partito al mio post sui “pappagalli berlusconiani“. Il suo post comincia così:
“Caro Federico,visto e considerato che non prendi quasi mai la parola in Consiglio Provinciale ed affidi i tuoi pensieri e le tue opinioni solo al tuo “diario”, Gente di Provincia,provero’ ad esporti alcuni concetti che dovrebbero portare un contributo di verita’ e non di demagogia al dibattito in oggetto…”
Questa la mia replica, che ho messo anche come commento sul sito del PDL.
“Parlo poco, ma cerco di farlo a ragion veduta.
Le questioni che sollevi sono due e vanno tenute distinte; secondo me una ha senso e l’altra no.
Cominciamo dalla prima. L’adozione di una valuta comune in assenza di una vera unione politica è stata una mossa rischiosa, che richiedeva di essere seguita da maggiore integrazione (unione fiscale, vera banca centrale, maggiore mobilità del lavoro). Questa integrazione non c’è stata e in tempi non sospetti alcuni economisti avevano paventato che paesi come l’Italia, con forte debito e bassa produttività del lavoro, avrebbero rischiato grosso. Uno di questi è Roubini, che fu trattato con sprezzo e vero e proprio razzismo da Tremonti in occasione di un incontro internazionale.
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Quello che sconvolge della crisi italiana è che siamo bloccati nelle sabbie mobili solo perché nessuno in quel partito di plastica che è il PDL ha il coraggio di mandare a casa Berlusconi.
Ricapitolando per i disattenti: abbiamo un enorme problema di competitività economica, in declino da molti anni, che a sua volta ha prodotto un macello sociale. La politica non è riuscita a fare nulla per invertire questa situazione, e quindi non è credibile; per questa ragione i mercati ci bastonano, e facendo aumentare il nostro debito riducono ancora la nostra competitività. E siamo da capo, in un ciclo perverso da brividi.
Ognuno di questi quattro punti (declino della competitività, disastro sociale, incapacità politica, crisi di fiducia) merita almeno un libro di approfondimento, figurarsi se penso di parlarne in un post.
Qui volevo parlare dell’uscita dalla crisi, che secondo osservatori di destra e di sinistra richiede come primo passo che Berlusconi se ne vada subito. Non perché sia il nostro problema, ma perché avendo dimostrato in modo esauriente di non sapere cosa fare contribuisce ad aggravarlo.
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Sono in consiglio provinciale. Da una mezz’ora stiamo parlando di un tema fondamentale: se i consiglieri debbano avere il permesso per la ZTL di Pisa.
Non ce l’abbiamo, invece alcuni consiglieri di minoranza lo chiedono.
Vabbé, direte voi.
La cosa veramente interessante però è l’argomentazione del consigliere Giorgio Tamberi (PDL): abbiamo diritto al permesso per esercitare il nostro “potere ispettivo”.
Non so come l’ispettore Tamberi interpreti il Testo Unico degli Enti Locali, ma io credevo che il potere ispettivo consistesse nella facoltà di rivolgere interrogazioni e interpellanze alla giunta. E non mi pare che vadano consegnate a mano in un ufficio che sta dentro la zona a traffico limitato.
Ciò che sta succedendo nel Partito Democratico pisano supera le mie capacità di comprensione. Mi arrendo all’evidenza, e spero che la nuova dirigenza sappia portare il partito oltre i suoi limiti.
Quello che però non posso accettare è che da parte degli eletti si superi un limite sacro. I gruppi consiliari non possono essere trattati come il campo di battaglia delle correnti. Costruiamo un cuscinetto di sicurezza attorno alle istituzioni che governiamo, nessuno di noi consiglieri accetti di essere la pedina di un gioco che non riguarda i cittadini: è un appello che lancio ai miei colleghi del gruppo provinciale e a quelli del gruppo comunale di Pisa.
La nostra Trebisonda sono gli elettori, che hanno votato per un programma e hanno diritto che questo sia portato a termine nel migliore dei modi.
Su tutto il resto si può discutere nelle sedi di partito. Ho le mie idee su quello che è successo, sulle responsabilità personali e di gruppo, e non avrò paura di confrontarmi su tutto questo negli organismi competenti. Quello che invece non farò mai è usare il mio mandato di rappresentante provinciale per condurre rappresaglie di partito.
Ecco una lista abbreviata dei temi di cui si parlerà al prossimo consiglio:
1) Interrogazione del consigliere Corti (Prc) sulle autorizzazioni agli impianti di trattamento dei rifiuti speciali
2) Accordo tre Provincia e Comune di Pontedera per la riqualificazione dell’Area ex IPSIA (Assessore Landucci)
3) Approvazione del piano triennale del Turismo 2010-2012 (Assessore Sanzo)
4) Piano provinciale dei Servizi di sviluppo agricolo e rurale 2010 (Assessore Sanavio)