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Rossi, legalizzala (la Toscana)
La parola legalità, declinata a 360°, potrebbe essere lo slogan di un programma di rinascita di questo paese. Dalle piccole cose a quelle grandi, senza chiudere gli occhi né sulle illegaità di destra né su quelle di sinistra.
E così Rossi potrebbe presentarsi all’ora dell’ aperitivo e pronunciare quella parola magica che farà scomparire la necessità del successivo pranzo.
Generazione Pro Pro di Dario Di Vico Corriere Della Sera
La Rifinizione Santo Stefano è considerata da sempre “amica” del centrosinistra. Da qui sono passati Bersani e Franceschini, qui sono venuti a parlare quasi tutti i candidati del centrosinistra alle elezioni comunali dello scorso giugno (vinte poi, per la prima volta nella storia, dal centrodestra). L’azienda di Cecchi, un anno fa, ospitò pure la trasmissione Annozero di Michele Santoro, e in quell’occasione l’imprenditore pratese si fece portavoce del dramma che stavano vivendo le aziende tessili.
Da allora Cecchi ha chiesto controlli sui prodotti tessili importati, legalità, aiuti al tessile. Ma non ha trovato risposte. “Siamo alla disperazione – dice ora – e quando uno è disperato si aggancia all’ultimo salvagente”. Venerdì scorso Cecchi ha invitato a pranzo nella mensa aziendale i candidati della Lega Nord alle elezioni regionali. E’ la prima volta che a Prato la Lega entra in una grande fabbrica.

Può essere
Maria Laura Rodotà sul Corriere:
Analizzando i dati dell’American National Longitudinal Study of Adolescent Health, ha scoperto che i giovani intervistati sicuri di essere «molto liberal» hanno un quoziente intellettivo medio di 106; mentre quelli che si definiscono «molto conservatori» non superano una media di 95, insomma non risulterebbero furbissimi (forse sono quelli che in Italia mandano a presentare le liste, vai a sapere).

Forza Olivia!
Il 13 Dicembre ci saranno le primarie del PD per decidere l’ordine di lista dei candidati al consiglio regionale, un’ottima occasione per scegliere i propri rappresentanti in un paese di nominati. Io ho deciso di appoggiare Olivia Picchi perché rappresenta una ventata di aria fresca: è una donna, è giovane, vive del suo lavoro di commercialista e fa politica per passione.
Credo che molte delle difficoltà del nostro partito a comunicare con le persone comuni derivino dal fatto che abbiamo troppi dirigenti che non si ricordano più cosa vuol dire vivere e lavorare nel mondo là fuori, magari perché non l’hanno mai fatto. Il nostro gruppo parlamentare è quello dove sono più numerosi i dirigenti di partito. Ieri questo era un vantaggio, oggi rappresenta un limite. Pur stimando personalmente gli altri candidati, credo che Olivia possa portare qualcosa di più in consiglio regionale: la sensibilità e le competenze di chi vive a stretto contatto con le aziende e i lavoratori del nostro territorio e ne conosce i problemi.
Tra l’altro, ha già un ottima esperienza amministrativa: è stata responsabile delle donne dei DS di Pisa, vicesindaco di Lari, capogruppo del PD in consiglio comunale. Ho avuto occasione di apprezzarne la preparazione avendola come collega in consiglio Provinciale, e ne sono rimasto ammirato.
Se vuoi conoscerla e sapere qualcosa di più di lei contattala su facebook o all’email olivia.picchi@gmail.com

Non tollereremo oltre
L’apartheid è di casa alle “Scimmie” di Tirrenia: “Sei nero, non puoi entrare”
“I neri non possono entrare”. E’ quanto si sono sentiti dire un gruppo di ragazzi all’ingresso del noto locale di Tirrenia “Le scimmie” dal personale addetto alla sicurezza. Il grupppo, dieci ragazzi livornesi e tre senegalesi (percussionisti in un famoso gruppo etnico e residenti a Livorno), dopo una serata trascorsa insieme, verso l’una di notte decidono di concludere il loro giro nel pub di Tirrenia, ma non hanno fatto i conti con la “strana” legge che quel sabato sera (28 novembre) regola l’ingresso.



