Mi segnalano che per Il Tirreno sono entrato nel toto-sindaco di Cascina 2011. Paolo Cipolli ed io saremmo “i candidati preferiti dall’elettorato cattolico” (ecco cosa era quella processione un paio di Venerdì fa!).
Sono felice di continuare a godere di grande considerazione da parte della autorevole stampa locale, la stessa che nel 2007 mi candidava a sindaco di Pisa.
Purtroppo devo deludere le schiere di pii fan: domani Pisanotizie mi lancerà alla commissione europea.
Una sera, a Ballarò, Pierluigi Bersani se ne uscì con una metafora suggestiva: il consenso è come una mela, quando cadrà dall’albero noi dovremo essere pronti a raccoglierla con un bel cestino. La mia idea è che la mela stia marcendo senza che noi abbiamo avuto un’idea su dove trovarlo quel benedetto cestino, ed il frutto che tanto desideriamo rischia di cadere, ormai marcio, sul prato verde (molto verde). Trovare il cestino e capire come scuotere l’albero sono le due sfide che il PD ha davanti nei prossimi tre anni.
Come sta la mela?
Attaccata all’albero in modo sempre più debole: come d’autunno, sugli alberi, le foglie. La fiducia in Berlusconi è calata al 44% (Marzo 2010), quella del governo è al 38%. La situazione non è così diversa da quella che attraversava il governo Prodi nel gennaio del 2008, quando a seguito del caso Mastella la fiducia nel professore calò al 42% e quella del suo governo ad un imbarazzante 31%. Sicuramente sembrano passati secoli dall’Ottobre del 2008 quando Berlusconi godeva della fiducia del 62% degli italiani ed il suo governo piaceva a più della metà dell’elettorato. Il governo paga la sua incapacità di mantenere le promesse elettorali, i suoi conflitti interni e l’impatto della crisi economica, tre macigni che sarebbero capaci di spezzare la schiena agli esecutivi di tutto il mondo. Non è vero che il consenso di Berlusconi sia immutabile, sta vacillando oggi come vacillava nel 2006. Noi in quel caso fummo capaci di coglierlo, ma il cestino, intrecciato male e a maglie troppo larghe, si rovesciò ben presto. Prosegui la lettura…
Dopo una marea di viaggi che gli abbiamo fatto fare a Pisa, andare a trovare Pippo a Monza era il minimo. E sono contento di aver conosciuto di persona molti dem-friend di lunga data. Lo faremo davvero il PD.
Carissimi,
nella prossima seduta del consiglio provinciale approveremo il nuovo statuto dell’Agenzia Energetica Pisana , un’azienda a totale controllo pubblico che ha la missione di promuovere il risparmio energetico e le energie rinnovabili. Come sapete al momento delle elezioni ho chiesto il voto anche e soprattutto sullo sviluppo sostenibile, per cui ho voluto vederci chiaro e sono stato a parlare con il presidente dell’Agenzia, l’ingener Romano Battaglia, per sapere cosa ha fatto fino ad oggi e cosa vorrà fare in futuro.
L’Agenzia è nata nel 98 con un finanziamento triennale della CEE (programma SAVE II), e nei primi anni di vita si è concentrata soprattutto sul controllo dell’efficenza delle caldaie domestiche. Nel 2005 il presidente è cambiato, e si è deciso di cominciare a lavorare sulle rinnovabili. Per le disposizioni vigenti questa società può lavorare solo per i propri soci, per cui vari comuni stanno entrando a farne parte: per il momento l’agenzia ha fatto consulenza sul risparmio energetico in molti edifici pubblici, ha studiato la fattibilità di alcuni impianti eolici e solari e ne ha progettati altri in corso di realizzazione. Recentemente ha lavorato al Piano Energetico Provinciale, un piano di indirizzo con il compito di armonizzare la programmazione delle istallazioni energetiche dei comuni: il fiore all’occhiello del piano è uno studio sul risparmio energetico delle aziende del disretto del cuoio, che dovrebbe servire anche ad aumentarne la competitività.
All fine dell’incontro ho conosciuto anche il vicepresidente, Rino Bellucci, e l’amministratore delegato di Trienergy, l’ingegner Antonio Trivella: a lui ho chiesto se esistono degli indicatori per valutare l’efficienza energetica dei vari territori e settori produttivi e la produzione di energie rinnovabili. Mi ha dato due riferimenti: il rapporto energia-ambiente dell’ENEA per i consumi e TERNA per la produzione.
Vedrò di saperne di più, ma se potete aiutarmi sono pronto ad ascoltarvi.
Il nostro segretario comunale prende posizione sui giornali rispetto ad alcune scelte fondamentali per Cascina.
Per quel che vale, condivido tutto: c’è bisogno di una città sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale, una città in cui si viva bene. Siamo quindi decisi a puntare sull’integrazione con gli stranieri (e non solo degli stranieri) e sullo stop al consumo di territorio.
Siamo nelle fasi iniziali di un confronto sul domani del nostro comune. Sono questi i mesi per una discussione sulle scelte che definiranno il futuro di tutto il territorio cascinese. Ogni forza politica è chiamata all’individuazione di quegli obiettivi politici di fondo, necessari per la stesura di un programma di mandato. Alcuni spunti appaiono però già chiari e il punto di partenza non può che essere una riflessione sulla qualità della vita dei cittadini e sullo stato dell’economia in tempo di crisi.
Da un lato risulta necessario investire su di uno sviluppo sociale. La crescita demografica di questi anni porta alla necessità di politiche indirizzate allo sviluppo di un più forte senso di comunità. Un obiettivo da realizzare con azioni che caratterizzino sia il campo “sociale”, come srumento di riduzione delle situazioni di disagio, sia il campo “culturale”, nel senso più ampio del termine, comprendendovi quindi processi di investimento su istruzione, politiche giovanili e su quelle rivolte alla sempre più vasta fascia di popolazione anziana. Con un’attenzione particolare ai “nuovi italiani”, lavorando per far sì che l’immigrazione possa essere una risorsa e che non venga vissuta come problema.
D’altro lato la necessità di uno sviluppo economico non può che rivolgersi, nel nostro comune, soprattutto verso il settore produttivo e commerciale. La crisi porta a ripensare sistemi produttivi e organizzazione del lavoro: è necessaria l’innovazione, ma è necessaria anche la coscienza che il ritorno alla crescita passa anche per il ritorno a maggiori certezze per i lavoratori, sul piano contrattuale e della sicurezza. Le famiglie si costituiscono e crescono se possono progettare il proprio futuro.
Inoltre nel settore economico, confermandogli indirizzi individuati dal consiglio comunale, lo sviluppo non potrà ancora essere sostenuto dalla leva dell’edilizia di tipo espansivo. Anche in linea con il programma regionale della coalizione di centrosinistra si dovrà potenziare il riuso dei volumi edilizi esistenti, per evitare ulteriore consumo di suolo.
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