Occhio alla Trebisonda

Ciò che sta succedendo nel Partito Democratico pisano supera le mie capacità di comprensione. Mi arrendo all’evidenza, e spero che la nuova dirigenza sappia portare il partito oltre i suoi limiti.
Quello che però non posso accettare è che da parte degli eletti si superi un limite sacro. I gruppi consiliari non possono essere trattati come il campo di battaglia delle correnti. Costruiamo un cuscinetto di sicurezza attorno alle istituzioni che governiamo, nessuno di noi consiglieri accetti di essere la pedina di un gioco che non riguarda i cittadini: è un appello che lancio ai miei colleghi del gruppo provinciale e a quelli del gruppo comunale di Pisa.
La nostra Trebisonda sono gli elettori, che hanno votato per un programma e hanno diritto che questo sia portato a termine nel migliore dei modi.
Su tutto il resto si può discutere nelle sedi di partito. Ho le mie idee su quello che è successo, sulle responsabilità personali e di gruppo, e non avrò paura di confrontarmi su tutto questo negli organismi competenti. Quello che invece non farò mai è usare il mio mandato di rappresentante provinciale per condurre rappresaglie di partito.

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