L’immigrazione in Toscana

Ieri abbiamo presentato il Dossier Statistico Immigrazione 2014, curato dal centro studi IDOS per UNAR.

Per chi vuole qui ho messo online la presentazione con i dati principali sulla Toscana.

E qui (in aggiornamento) un po’ di rassegna stampa:

Toscana Media (articolo e video di Tommaso Tafi).

Stampa Toscana

Firenze Today (articolo di Giorgia Gobbi)

 Toscana TV

Agli amici indecisi

Cari amici,
tra un’ora esco di casa per la chiusura della campagna elettorale. Raggiungo Samuele in provincia, negli ultimi incontri prima del silenzio, prima delle elezioni che cambieranno il corso della storia politica italiana. In questi giorni ho parlato con tanti di voi, amici sparsi per l’Italia: vi ringrazio di avermi telefonato o scritto, e lo so che in fondo volevate chiedermi una ragione per votare PD. Perché sapete che sarebbe la cosa giusta, ma non lo farete a cuor leggero.

Perché ci alleeremo con Monti, e allora addio diritti civili.

Perché ci alleiamo con Vendola, e allora l’austerità è stata inutile.

Perché non ci siamo rinnovati abbastanza.

Perché Bersani è un brav’uomo, ma ha stufato pure lui.

Perché in Toscana il partito una caserma.

Questa una selezione delle cose che mi avete detto, e so che la vostra delusione è spesso frutto di una grande passione per dei valori che noi del PD non sempre riusciamo a rappresentare al meglio, con i nostri difetti e le nostre incrostazioni.

Eppure, credetemi, oggi il PD è l’unico partito che può far ripartire l’Italia. Perché ha elaborato il suo programma in anni di lavoro, coinvolgendo migliaia di persone attraverso i suoi Forum, e poi facendo votare le proposte dall’assemblea nazionale. Conosco molte delle persone che ci hanno lavorato con passione e competenza, alcune entreranno anche in parlamento. E così su scuola, università, politiche sociali, lavoro, Europa abbiamo delle proposte forti e condivise. Abbamo anche discusso su alcuni punti, ma meglio prima che dopo, no? In questa epoca dove tanti pensano che basti un intellettuale a buttare giù un’agenda oppure uno wiki per scrivere un programma, siamo riusciti a discutere le questioni più importanti con un dettaglio che gli altri neanche si immaginano. Una volta al governo, se gli elettori ci daranno la forza necessaria, trasformeremo queste proposte in riforme.
Grazie alle primarie per i parlamentari, avremo i gruppi migliori: perché spesso chi ha lavorato male non è stato riconfermato dal voto popolare, ma anche e sopratutto perché da oggi tutti sanno che se vogliono essere rieletti tra cinque anni non dovranno perdere il loro rapporto con il territorio.Le primare sono entrate definitivamente nel DNA del partito, il rinnovamento è appena iniziato.

Non siamo ancora il partito che dovremmo essere, ma ci siamo messi sulla buona strada. Metteteci alla prova, metteteci in grado di governare, spazziamo via la prospettiva del pareggio a suon di voti. Poi non scappate, ma dateci una mano per migliorare ancora.

Non perdiamoci di vista

Quattro anni fa vidi girare per le strade di Pisa, appesa alle pareti degli autobus di linea, la pubblicità di un nuovo giornale locale. “Indipendente, quotidano”.

Mi chiesi subito se ci sarebbe stato spazio per un prodotto del genere, che mi aspettavo cartaceo. Invece arrivò Pisanotizie, l’informazione online fatta locale. Andate a rileggervi l’editoriale del 27 Gennaio 2009: una rivoluzione di stile e di contenuti per il panorama dell’informazione cittadina.

Dopo oltre 24.000 articoli Pisanotizie sospende le pubblicazioni, colpita da una crisi che ha certamente delle cause locali, ma che è anche chiaramente globale. E’ in crisi l’editoria tradizionale, e quella on-line fatica in tutto il mondo a trovare un modello di business efficace.

La democrazia, anche quella locale, richiede un’informazione plurale, indipendente e vivace: Pisanotizie ha aumentato la qualità della democrazia della nostra città e spero lo possa fare ancora in futuro. Mi interessa contribuire a questo progetto, e spero di dare il mio piccolo contributo di idee. Non perdiamoci di vista, si direbbe.

Per il momento però, sento il bisogno di dirvi grazie.