La trave dell’offshore nell’occhio del Cavaliere – Repubblica.it
È sotto gli occhi di tutti la disarmonia tra quel che viene rimproverato, urlato a Fini e quel che viene perdonato o addirittura colpevolmente dimenticato di Berlusconi. Come è stravagante non scorgere il disequilibrio tra i possibili esiti politici. Per i libellisti della “macchina del fango” organizzata dal Cavaliere – e anche per qualche corista che si dice neutrale – Fini deve scomparire. Un peccato di ingenuità in un affare privato dovrebbe determinare le sue dimissioni da presidente della Camera mentre, al contrario, una diretta, documentata, consapevole responsabilità in comportamenti criminali che hanno corrotto gli affari pubblici e provocato un danno alle casse dello Stato dovrebbe essere così trascurabile da consentire a Berlusconi di governare fino alla fine della legislatura prima di ascendere addirittura al Colle più alto come presidente della Repubblica. Le memorie deperiscono in casa nostra. Conviene rianimarle con quale fatto
Isn’t Italy a place of contrast? [Internet inside] « Marco Bani
Proprio ieri dal mondo politico, è venuta un’inaspettato supporto verso la candidatura di Internet a Nobel per la pace. Ancora una volta è il “compagno ” Fini, precursore di una destra postberlusconiana lungimirante e moderna. Quella che mi fa più paura perchè credibile. Il presidente della Camera rinnega (di nuovo) il suo stesso governo e irrompe prepotentemente nel vuoto lasciato dagli altri politici sulle capacità e potenzialità benefiche della Rete: “La rete merita il prossimo Nobel per la pace: sarà un Nobel dato a ciascuno di noi. L’accesso a internet deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell’uomo: un valore per cui battersi di fronte alle censure e alle restrizioni che sempre più spesso vengono imposte alla rete”. Bellissime frasi, ma dov’era Fini quando governo o parlamentari del PDL presentavano leggi che introducevano una censura o comunque un controllo preventivo, a volte anche statale? Solo grazie alla sollevazione di molti bloggers e altri parlamentari si è evitato il peggio. Vediamo se stavolta se alle parole passeranno ai fatti, ma ne dubito fortemente, visto le passate esperienze.
Ha ragione Marco, Fini è pericoloso perché è credibile. E’ anche un politico spregiudicato e moderno, capace di adattare il suo pensiero a quello che il mercato elettorale chiede. Se Fini avesse la metà del potere mediatico di Berlusconi governerebbe l’Italia fino al 2080.
Noi però dobbiamo smetterla di elogiarlo e cominciare a mettere in evidenza i suoi limiti, che sono enormi.
Il principale è che Fini è il primo produttore nazionale di misure rassicuranti e dannose:
- è quello che con la Bossi Fini finge di regolare l’immigrazione e crea illegalità
- è quello che con la Fini Giovanardi incentiva gli spacciatori a vendere le droghe pesanti.
Non stiamo più zitti quando il barista ci dice che Fini è quello che parla meglio. Perché ammettendo che sia vero, le sue rimangono sempre parle a vanvera.