Cacciari: “Nel PD non capiscono un cazzo” | Politica | Il Post
Non c’è una fronda su questi temi che possa riprendere spazio a partire dal dibattito siciliano che sta nascendo? Chiamparino?
“No. Non c’è. Sta andando tutto in malora, questo paese va in malora e non se ne accorgono. Chiamparino capisce le cose, anche Penati, ma poi sono tutti ex comunisti: si odiano, si ammazzerebbero ma poi devono stare insieme, è più forte di loro. Io sono stufo di cercare di far ragionare i suicidi.
Questa settimana vado a Bruxelles, per accompagnare alcuni studenti ad un programma di visite nelle istituzioni europee.
Strano momento per visitare la capitale del Belgio, mentre quel paese è in campagna elettorale e vede a rischio la sua stessa sopravvivenza, mentre l’Unione Europea, che qua ha la sua capitale morale, scricchiola sotto il peso della sua mancata unità politica. Come se fosse una casa già abitata ma a cui manca ancora un pilastro, nel mezzo di un terremoto.
Ed in Italia che si fa? Si taglia il bilancio strozzandogli enti locali, a cui toccherà prosciugare un welfare già boccheggiante, diminuire i servizi di trasporto pubblico, forse tagliare la sanità. Ed in cambio di tutto questo zero riforme.
Nella speranza di rassicurare i mercati, dicono.
Il Pd deve essere o no per l’abolizione del dualismo estremo del mercato del lavoro?
Che ne pensate?
Il Pd e i nuovi “paria” del lavoro | Cambia l’Italia
Se anche Fassina ritiene che l’attuale disciplina della stabilità dei rapporti regolari non sia suscettibile di applicazione universale, perché si irrita con chi si sforza di progettare un diritto che possa davvero applicarsi a tutti, senza inaccettabili eccezioni?
Fallofori e Paria » LOST IN POLITICS – Blog – L’espresso
«Immaginate che quarant’anni fa il Pd in Sudafrica avesse detto ai neri vittime dell’apartheid: il nostro progetto è un vostro graduale inserimento nei diritti di cittadinanza… E oggi noi l’apartheid ce l’abbiamo nel cuore del sistema produttivo. Alle porte di Milano c’è una grande azienda editoriale con mille assunti regolari e quattrocento paria che fanno lo stesso identico lavoro ma prendono 300 euro al mese. Se c’è da lavorare fino alle tre di notte ci sono loro, se c’è da fare un taglio all’azienda licenziano loro. Non hanno la chiavetta del computer, non hanno il parcheggio. E se c’è l’esercitazione anti-incendio non partecipano, perché non esistono. A questi paria il Pd dice: vogliamo un vostro graduale inserimento. Che partito è un partito che dice di fondarsi sul lavoro, ma parla solo a metà della forza lavoro?»
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