Zucconi è d’accordo con me

Da Repubblica.it
“Ho volato la scorsa estate sul diretto Washington-Malpensa, felice di avere finalmente un non stop tra l’Italia e quella capitale americana che sognavo da anni e che Alitalia aveva sempre snobbato, orgoglioso di abbandonare finalmente Lufthansa, Air France, British, Klm, United, con i trasferimenti in quell’incubo di Francoforte, del De Gaulle o di Heathrow. Sono inorridito. L’aereomobile, come lo chiamano ancora forse scambiandolo per un dirigibile, era un inverecondo MD11 McDonnel Douglas sottratto a un meritato pensionamento, un pezzo di antiquariato che nessuna compagnia seria e competitiva usa più sulle linee passeggeri internazionali, battezzato col nome del povero Peppino Verdi.

Viaggiavo in Magnifica, nome ridicolo per una scalcagnata business class senza video personali, con sedili macchiati, schizzati e sudici, pezzi di metallo che ciondolavano sotto il mio sedere, una coppia di turisti americani dietro di me che non credevano ai loro occhi e un’aria da stracciaculamento generale che neppure l’abilità dei piloti e la cortesia di qualche (non tutti) membro dell’equipaggio di cabina riusciva a camuffare. Mi ha riportato ai miei memorabili viaggi sull’Aereoflot sovietica. Alitalia è, da anni ormai, uno zombie, un morto al quale i governi, per debolezza, per viltà, per giochetti di poltrone e di sottogoverno, per intettitudine, non hanno il coraggio di dare il certificato di morte.”

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