Verso Dublino (1)

Il 22 di Settembre sarò là, con i pantaloncini corti, la maglietta a mezze maniche e le scarpe bianche.
Sarò nel mezzo di Phoenix Park, e forse mi chiederò perché diavolo mai ho deciso di imbarcarmi in quell’avventura. Ci saranno mille persone con me, e probabilmente si faranno la stessa domanda appuntandosi sulla maglia il pettorale della Dublin Adidas Half Marathon.
Pronti, via.

Ma insomma, perché?
Se devo essere sincero mi vengono in mente troppe risposte per capire quale sia quella vera. Forse lo faccio perché mi piace provare a migliorare me stesso: é così nello studio, nel lavoro e in tutte le cose che faccio. Migliorare, battere me stesso: una forma di perfezionismo e una ribellione verso il senso del limite.
Forse perché ci avevo timidamente provato l’anno scorso, infortunandomi al secondo allenamento: ora é una specie di sfida personale tra me e lei. Orgoglio.
O semplicemente voglio tornare a Dublino, dove ho passato quattro mesi scoprendo l’anima di una città che già mi aveva incantato quando avevo diciotto anni.
Eppure forse la spiegazione é più semplice, e ho solo bisogno di darmi un obiettivo per non impazzire dietro il dottorato da concludere, il lavoro da portare avanti ed il turbinio di altre cose che ho cominciato a fare…
Chissà.
Ma qui, davanti ai quattro avventori dell’Osteria, racconterò ogni settimana come va avanti questa avventura. Ora però allacciatevi le scarpette, che si comincia a fare sul serio.

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