Un post notevolissimo di Civati.

Pensando alla Lombardia, ma anche al ruolo dei partiti nella società.
Verrà utile per il congresso del PD.

[Ciwati]

Da tempo sostengo che i partiti debbano riconoscere la loro parzialità, aprirsi alle modalità nuove di partecipazione e di dibattito, riformarsi profondamente, non dimenticare mai di osservare i propri statuti e i propri codici etici, rendersi insomma scalabili e contendibili e quindi ospitali nei confronti dei movimenti e di quella società civilissima che giustamente preme e protesta e soprattutto propone: e mi incazzo proprio quando non lo fanno, quando si chiudono in se stessi, quando non danno voce alle proprie minoranze, quando non votano nelle proprie assemblee, quando non chiariscono il proprio profilo programmatico.

Che i partiti ammettano la propria inutilità, però, è un’altra cosa, ed è un passo eccessivo, a cui si è forse costretti proprio per avere mancato troppo spesso gli appuntamenti con se stessi e con i propri elettori, negli ultimi anni. Ma non credo che il modello per il futuro possa essere quello che in questi giorni si sta delineando. Perché il superamento dei partiti a favore di questa o quella aristocrazia, è un passo indietro sotto il profilo democratico e il compimento di una crisi che così però non si risolve. Perché per partecipare è importante essere già parte del gruppo dirigente (altro che storie), essere in contatto con ‘giri’ di una qualche importanza, ed essere in fondo cooptati dall’alto, proprio come accade, a volte, in quei partiti che si intendono superare.

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