Un buon compleanno

E’ un buon compleanno questo, anche se in salsa agrodolce. Non solo, e non tanto, perché i trentaquattro anni si sono presentati alla porta con un bel maldischiena in regalo. Piuttosto perché qualche giorno fa è arrivata un’email che mi annunciava la vittoria di una borsa  post-dottorale che mi consentirà di portare avanti le mie ricerche per qualche anno con una certa tranquillità.

A Lisbona.

Ma c’è tempo per i saluti, la partenza è fissata tra un’anno. Piuttosto, questa situazione mi ha fatto venire voglia di condividere con voi qualche riflessione.

Compleanno dolce dicevamo, per la soddisfazione di aver vinto. Dopo 100 concorsi, sconfitte a volte onorevoli e altre meno,  pubblicazioni che intervallano serie di rejected, revise-and-resubmit, not recommended for funding e altre porte sbattute sul naso che sono il lato nascosto del mestiere di ricercatore. Tutti lo sperimentano, ma nessuno ne parla sugli status di Facebook, che servono in genere a dare una pompatina al nostro ego. Che si tratti di selfie su spiagge incantate o di pubblicazioni in riviste impattate dipende soltanto dalla forma della nostra vanità, o magari dalla tonicità dei nostri bicipiti. Insomma, fa piacere vincere qualche volte, ricevere giudizi lusinghieri sul proprio progetto di ricerca, sentirsi apprezzati e ben voluti. Poi c’è il posto. Lisbona è una bellissima città, lavorerò in un centro dinamico, sotto la supervisione di una brava ricercatrice. E raggiungerò alcuni colleghi e amici con cui ho studiato a Siena o collaborato in Italia. Negli ultimi due anni Elisabetta, Angela ed Enrico hanno preso lo stesso volo, e magari fonderemo una little Italy di fronte alla Sé de Lisboa. Angela è nata in Moldavia, ma parla ormai con accento senese e quindi non avremo problemi a farla socia ad honorem.

Ma è un compleanno un po’ agro, perché prepararsi a partire significa anche lasciarsi qualcosa alle spalle. Rammaricarsi che sia così difficile rimanere, e chiedersi se sarà facile rientrare. Ma di questo, lo so, avremo tempo per parlare.

 

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