Tre volte si al referendum

Caro cittadino, caro elettore

ti diranno che è inutile. Ma noi del Comitato pisano per il Referendum elettorale ti diciamo invece che il 21e 22 giugno è una data che potrebbe cambiare la storia del Paese. Votando SI’ al Referendum

La politica scommette sul fatto che non andrai a votare per il referendum elettorale. Che andrai al mare pensando che nulla mai cambierà e la sola cosa da fare è arrangiarsi non pensando alla politica. Quante volte abbiamo pensato che la lotta sia impari e che non avremo mai la meglio sulle tante schifezze quotidiane a cui dobbiamo assistere.

Molti politici ti dicono che è un referendum inutile. Altri che tutti i referendum sono inutili.

Non votando farai purtroppo il loro gioco. Perché se il referendum fallirà tutto resterà esattamente come è oggi. In questo caso infatti, non votare non è come alle politiche. Non votare non è uno sfregio alla politica, ma è una resa di noi cittadini.Ti sei mai chiesto perché di questo referendum si parla così poco? Del perché nessuno ti spieghi esattamente di cosa si tratta? Del perché, in questi mesi chi ha promosso questo referendum è apparso così poco nelle trasmissioni televisive? E’ molto semplice: perché se non sai che ci sarà un referendum e non sai di che cosa si tratta, è molto più probabile che tu non vada a votare. E tutto resterà come prima. Noi che sosteniamo il Sì al Referendum pensiamo che l’Italia si meriti di più. E se non facciamo qualcosa adesso, tra dieci o quindici anni i nostri figli saranno tentati di andare fuori dell’Italia per trovare un lavoro migliore, servizi migliori, pensioni migliori, opportunità migliori.

E la legge elettorale contro cui abbiamo promosso il referendum ne è la principale causa. Il primo problema è che ora quando andiamo a votare non scegliamo persone, ma solo simboli di partito. I parlamentari sono tutti nominati. Il merito è mortificato. E se il merito è mortificato nella politica, che dovrebbe essere il motore dello Stato, lo sarà ancora di più nel resto della società: nelle professioni, nel lavoro, nell’università, nei partiti.

L’altro grande difetto della politica è che oggi siamo governati da coalizioni di partiti. Nelle quali i partiti minori minacciano, ricattano, cercano visibilità e tengono per il collo gli alleati.

Lo abbiamo visto nella scorsa legislatura con il Governo Prodi, ma lo abbiamo visto anche in questa. Il governo ha buttato via 330 milioni di euro perché la Lega ha impedito che si facesse l’election day accorpando il referendum alle europee. Malgrado il dramma del terremoto, malgrado lo stato in cui versano gli apparati di pubblica sicurezza, malgrado la crisi.

Il referendum riguarda questi due problemi.

Che cosa può succedere con il tuo voto positivo?

I primi due quesiti stabiliscono che il partito che ottiene più voti degli altri possa governare da solo, senza subire ricatti. E che si trovi di fronte un’opposizione grande, unita, coerente.

E’ quello che succede nelle grandi democrazie. Si chiama bipartitismo. Ma ve lo immaginate Obama che va in televisione a dire che non potrà fare una grande riforma perché un alleato di governo minaccia di farlo cadere? Oggi la politica perde gran parte del tempo nelle beghe interne alla coalizione, piuttosto che occuparsi dei problemi del paese e l’opposizione si frantuma nel tentativo reciproco dei partiti di rubarsi a vicenda qualche voto.

Il terzo quesito riguarda le candidature multiple. Quel meccanismo per cui i big si candidano in tutte le circoscrizioni e scelgono loro, dopo le elezioni, quali dei trombati nominare al proprio posto. Nello scorso parlamento i trombati ripescati sono stati più di un terzo dell’intero parlamento.

Noi del Comitato per il referendum crediamo ancora che una politica migliore sia possibile. E crediamo che lo sia stato e lo sia ogni qual volta i cittadini hanno fatto, fanno e faranno sentire la propria voce. Per questo ci siamo impegnati due anni fa in prima persona nella raccolta delle firme e ringraziamo ancora i cittadini della provincia di Pisa che hanno risposto con entusiasmo consentendoci di superare di gran lunga la media prevista per le diverse province.

Certo la politica avrebbe potuto provvedere direttamente a ciò che il referendum richiede. Ma sono anni che non lo fa e si perde in chiacchiere. Chissà perché? Oggi ci vuole una scossa e con mezz’ora del tuo tempo andando a votare per il referendum puoi contribuire a darla.

Il referendum è l’unico modo per scrollare una politica sempre più chiusa in se stessa e sorda ai bisogni delle persone.

Se andrai a votare e voterai SI’ determinerai un cambiamento per cui dalle segrete stanze della partitocrazia si dovrà fare I conti anche con te, con

l’Italia dei suoi cittadini. Un’Italia di donne e uomini liberi e di carattere.

Perché domenica a vincere sia quella Italia, il paese in cui orgogliosamente crediamo, è necessario agire.

Roberto Peroni

(Comitato pisano per il referendum elettorale)

5 pensieri su “Tre volte si al referendum”

  1. Cara Marisa Paoli,
    grazie per il duplice invito a vergognarsi, che è senz’altro preludio ad un discorso civile e rispettoso delle opinioni altrui.
    Il referendum non darebbe il premio di maggiroanza al partito con la maggioranza relativa dei voti, ma alla lista. Immagino che in quella circostanza il centro sinistra si presenterebbe con un’unica lista, così come il centro-destra. E questo esclude gli scenari catastrofici di alleanza Berlusconi-Lega in grado di cambiare la costituzione.

    In ogni caso voti almeno al referenudum numero 3, quello che impedisce l’abominio delle candidature multiple. E’ il meccanismo per cui Berlusconi e Di Pietro si candidano come capilista in tutte le circoscrizioni e poi, dopo le elezioni, scelgono dove ritirarsi e chi ripescare tra i loro non eletti.

  2. Votare No e non Si al Referendum.

    La Borsa italiana non è solo Parmalat, è anche Telecom Italia o Seat Pagine Gialle, società che hanno visto il titolo precipitare e azionisti di controllo e manager diventare sempre più ricchi grazie a dividendi e a stock option. Nella Borsa italiana vi sono persone con precedenti penali come Roberto Colaninno, condannato a 4 anni e 1 mese per bancarotta nel crack Italcase-Bagaglino, presidente di IMMSI e di Piaggio e consigliere in Mediobanca a cui Berlusconi ha affidato Alitalia.

    Cari esponenti e simpatizzanti del PD, rigettate queste insulse ed abominevoli vostre amicizie. Siate per uno Stato davvero democratico e laico. Di energie alternative non ne parlate mai, siete per gli inceneritori.

    Quando crollerete del tutto e farete la fine dei burattini di Berlusconi (come il prete Veltroni un vero oppositore già con la pensione da alcuni anni) avrete compiuto la vostra missione. Aiutare Berlusconi a portare al colasso il Paese Italia.

    Gridate ai vostri dirigenti: fuori i condannati da Parlamento, questo sarebbe il modo giusto e coraggioso di metterci la faccia. Tutto il resto sono chiacchere, solo parole al vento come il vostro amico Renzi a Firenze, che è favorevolissimo a un po’ di inquinamento (nuovo inceneritore). Ora posso stare tranquillo, mio figlio avrà un futuro migliore in questo paese….

    Enrico P

  3. E’ abbastanza offensivo che voi parliate di Obama. Roberto Peroni parla di Obama, ma urta solo il fatto che pronunci il suo nome. fate un po’ pena come Pd: opposizione inesistente e molto clericale. Emanuela Englaro insegna. Non pronunciate il nome di Obama, non ne avete ne la cultura e tantomeno le capacità di innovazione politica, caro Roberto Peroni del Pd uguale al Pdl.

  4. Se Franceschini vuole veramente bloccare la deriva autoritaria di questo governo deve ripensare a quel suo ‘si’ che consegna definitivamente al ducetto Berlusconi tutta l’Italia e tutte le istituzioni.

    Se veramente il leader del Pd vuole fare una cosa utile per la democrazia di questo Paese, si impegni al fine di impedire che Berlusconi si appropri anche del risultato referendario del 21 giugno.
    Non votate per il prossimo referendum sulla legge elettorale poiché da strumento di ripristino della sovranità totale nell’elezione dei deputati esso è stato trasformato in un rischio per la democrazia di questo paese.

    In caso di approvazione il referendum prevede di assegnare al partito che ottiene un solo voto più degli altri – senza alcun limite di consenso! – il 55% dei seggi in Parlamento. Un partito anche con il 30% dei voti rischia di diventare il padrone assoluto dell’organo legislativo del nostro paese.

    Inoltre il partito che avesse così il 55% dei seggi, potrà allearsi con un altro partito che abbia 10-12% dei voti per raggiungere insieme con esso la quota del 65% dei seggi, sufficiente a modificare la costituzione senza sentire l’opposizione né dover passare per referendum confermativo.

    Queste sono gravi raigioni che suggeriscono di NON votare al referendum ed è utile ricordare che anche chi si recherà alle urne per i ballottaggi potrà votare per le amministrative senza comunque partecipare al referendum e quindi senza essere conteggiato al fine del raggiungimento del quorum di validità dello stesso.

    Basterà al momento della presentazione del documento di identità e della tessera elettorale, prima del ritiro delle schede elettorali, dichiarare che si intende votare soltanto per il ballottaggio e che, invece, non si intende partecipare al referendum, non accettando di conseguenza le tre schede referendarie.

    Sono stupito ed amareggiato che giovani e di cultura come voi non capiscano il pericolo grave ed imminente e diano indicazioni di voto per un Si che consegnerebbe di fatto l’Italia ad uno “Statista” come Berlusconi. E seguiate come “cagnolini” un Pd ed un Franceschini simile ed uguale a Berlusconi stesso. Avete fondato un Pd, ma siete indietro con le idee, siete giovani ma vecchi, molto vecchi nella sensibilità politica e nella difesa della Costituzione. VERGOGNATEVI! VERGOGNATEVI!

  5. Scusate ma io non ho ancora capito dome dovremmo arrivare al bipartitismo con questo referendum…prbabilmente non ho chiaro i termini dei quesiti
    Personalmente l’unico queito che condivido è il terzo…

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