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Posts Tagged ‘Partito Democratico’

Qualche idea ce l’abbiamo

23 dicembre 2010 Nessun commento

Fisco. L’alternativa passa da qui | Partito Democratico

Che la riforma del fisco sia urgente e che la proposta del Pd vada nella giusta direzione per migliorare il sistema impositivo sono stati, finalmente, due concetti accolti anche dalla maggioranza. Oggi con voto bipartisan, la Camera ha approvato la mozione sul fisco presentata dal segretario del PD Pier Luigi Bersani che impegna il governo a una politica di riforma fiscale.

È stata una vittoria per il Partito democratico che, all’opposizione, non limita il suo ruolo di controbilanciamento ma si conferma la vera e unica alternativa politica e programmatica per le riforme che servono al Paese per la ripresa economica e sociale.

Leggi i tre punti fermi per la riforma fiscale: l’aumento dell’aliquota per le rendite finanziarie al 20%; la diminuzione del primo scaglione di aliquota al 20%; il tetto al 20% al reddito da impresa, per poi passare alla normale aliquota Irpef per la parte eccedente

Tre (mente)gatti con cui sono d’accordo

17 dicembre 2010 Nessun commento

Ignazio Marino – Articoli – Articoli – PD: LAVORIAMO SUI PROGRAMMI MA NO ALL’UNIONE DI CENTRO-DESTRA

E’ comprensibile la necessità di aprire il dialogo con tutti coloro che vogliono mettersi alle spalle il disastro di questi anni per fare i cambiamenti che riportino la democrazia nel paese e affrontino gli storici ritardi nelle riforme istituzionali e sociali. E’ urgente affrontare il tema del lavoro, del precariato, delle iniquità, dei diritti civili. E’ urgente, come dice Bersani, lavorare per fare dell’Italia un paese moderno. Ciò che non è affatto chiaro è su quali punti di contatto con il Terzo Polo il segretario del PD immagina di poter costruire le riforme.

Vuole riformare la scuola pubblica con Casini, fare nuove leggi sui diritti con Binetti e Rutelli e la riforma del lavoro con la destra? Se l’obiettivo del segretario è solo quello di sostituire l’idea del Nuovo Ulivo con quella dell’Unione di centro-destra, non so quanti saranno d’accordo. Io no.

Sbattere il grugno | Ivan Scalfarotto

La cosa che mi preoccupa è che senza una linea politica chiara e sua propria, sulla quale eventualmente accettare richieste di alleanza (e non proporle col cappello in mano), il PD diventa un satellite che si illumina solo della luce dei suoi vicini, che ha senso soltanto come portatore d’acqua di linee politiche altrui: dal punto di vista del metodo fa poi poca differenza che si tratti di Vendola o di Casini. Non un buon modo per assicurare successi e lunga vita al PD e sicuramente non un buon modo per smettere di sbattere il grugno.

Bersani stoppa le primarie: errore fatale | Gad Lerner

Trovo non sbagliato, ma sbagliatissimo, che Pierluigi Bersani, dovendo reagire alla politica berlusconiana della compravendita dei deputati, per prima cosa annunci su “Repubblica” uno stop alle primarie, cioè alla politica democratica e partecipata.
Questa classe dirigente del Pd afflitta dal politicismo, tutta lì pensierosa su come si fa ad agganciare il Terzo Polo con il ritorno al proporzionalismo (ammesso poi che Fini ci stia, contraddicendo la sua vocazione), preoccupata più di fare la corte a Casini che di raccontarci chiaro l’Italia che vorrebbe, va dritta verso la perdizione, che è peggio di una sconfitta.

PD PARISI LA PROPOSTA DI BERSANI CI RIPORTA A PRIMA REPUBBLICA – Agenzia di stampa Asca

”Sta finendo come doveva finire. Bersani scrive ‘andare oltre Berlusconi’ ma e’ a tutti evidente che vuol ‘tornare a prima di Berlusconi’. Il patto per la riforma della Repubblica che propone ai centristi non e’ altro che un patto per la restaurazione della prima Repubblica”.
Ad affermarlo e’ Arturo Parisi che aggiunge: ”I cantieri e i ‘nuovi Ulivi’, sono ormai alle nostre spalle e cosi’ l’annuncio di partiti nuovi e la democrazia dei cittadini. E alle nostre spalle sono quelli che Bersani chiama ancora i ‘nostri strumenti’ come le primarie che, per la prima volta vengono accusati senza giri di frase, di aver introdotto nel partito ‘elementi di dissociazione che non fanno bene a nessuno’. L’aggiustatina che Bersani aveva annunciato da tempo, alla fine e’ arrivata. E’ comunque un elemento di chiarezza”

PD VERINI PRIMA I PROGRAMMI E L ITALIA POI GLI SCHIERAMENTI – Agenzia di stampa Asca

”Continuo a pensare che per il Partito democratico sia fondamentale rimettersi con decisione alla guida di una credibile alternativa riformista e di cambiamento. Per raggiungere questo obiettivo il Pd deve necessariamente investire su se stesso pena il prolungamento dell’agonia del berlusconismo e la drammatica, ulteriore decadenza del Paese”.
Lo dichiara il parlamentare del PD Walter Verini (veltroniano), membro della Direzione Nazionale del Partito.
”In questo senso continuo a ritenere che – prima degli schieramenti politici – gli interlocutori fondamentali di una grande alleanza riformista debbano essere i cittadini, le forze sociali, l’Italia che non ce la fa e quella che guarda con piu’ fiducia e forza al futuro’

ciwati

Non si capisce che cosa faremmo con questa alleanza, dall’Anpi a Salò, come ha scritto qualcuno (altro che Cln), né cosa diremo sull’economia, sull’università, sul lavoro (perché Marchionne è un affamatore di popoli, invece quegli altri sono sinceri democratici), sul precariato, sull’acqua, sulla sicurezza, sul nucleare, sui diritti civili e, nemmeno, su quel sistema elettorale di cui si parla da mesi, per cui era nato un gruppo di lavoro che non ha trovato una sintesi, nonostante l’enfasi politica con la quale era stato accompagnato.

La linea Al-Aqsa

17 dicembre 2010 Nessun commento

E’ la strategia rivoluzionaria (ma anche un po’suicida) che i nostri leaders ci stanno illustrando da tempo sui giornali.

Bersani, Bindi, D’Alema.
Questa strategia prevede tre punti:

1) Cercare un’alleanza con il Terzo polo
2) Rinunciare alla costruzione del nuovo ulivo
3) Rinunciare alla candidatura di Bersani premier
Il corollario, è la rinuncia alle primarie.

Il vero dramma è che il punto uno, al quale seguono tutti gli altri, è una chimera.
L’elettorato di Casini e quello di Fini, non accetterebbero mai un’alleanza con il PD.
Quello di Vendola, e parte del nostro, non accetterebbero un’allenza così sbilanciata a destra.
Quello di Di Pietro, neanche.

La strategia, quella del fronte di liberazione da Berlusconi, porta a due possibili risultati:
A) Si prende il 35%. Tutti insieme.
B) Si vince, perché davvero si riesce a convincere l’elettorato che “se vince Berlusconi mammamia”, e si dura due mesi.

Quant’è bella giovinezza

15 dicembre 2010 Nessun commento

Il governo taglia i fondi su tutto, la Regione Toscana cerca di supplire per quanto può.
Ecco alcune misure per i giovani che stanno per essere approvate nella finanziaria regionale.
Una scelta coerente con gli impegni presi da Rossi in campagna elettorale.

Ivan Ferrucci: Intervento

Nella manovra finanziaria che la Regione approverà nei prossimi giorni sono contenute alcune importanti misure per lo sviluppo. Tra di esse, mi piace sottolineare quelle per i giovani. Sostanzialmente sono quattro: sostegno agli affitti, ri-finanziamento del servizio civile tagliato dal Governo (in Toscana riguarda 2.700 ragazzi), stage rimborsati (la Regione mette 150 euro e l’azienda 250), un provvedimento che interesserà migliaia di ragazzi, e infine il finanziamento, attraverso Fidi Toscana, di tutte le iniziative imprenditoriali avviate dai giovani, non solo nel settore dell’innovazione, come prevedeva la legge attuale, ma in tutti.

In estrema sintesi

23 settembre 2010 Nessun commento

La solfa della ribellione è una stronzata | Marco Simoni

Una delle ragioni fondamentali del fatto che in Italia i giovani stanno male, per essere sintetici, poi certo ci sono le eccezioni, ed hanno una prospettiva meno rosea di quella dei propri genitori all’età loro, è che l’economia italiana non cresce. Non cresce, e quindi ci sono meno posti di lavoro. Ci sono meno posti di lavoro e quindi per ogni posto ci sono cinquanta candidati e il salario, e le condizioni di lavoro di quello che effettivamente prende il posto sono peggiori. Il lavoro gratis all’università e negli studi professionali, il praticantato sfruttato, non sono una novità. La novità è la loro estensione e il fatto che non finiscono mai. E la ragione principale di questo è che l’economia è ferma da venti anni. E una delle ragioni principi di questa stagnazione è il debito pubblico enorme, galattico, esagerato, che l’Italia ha accumulato negli anni ‘80, per cui non c’è una lira per fare nulla: non c’è una lira per la metropolitana in più che serve, non c’è una lira per la ricerca, non c’è una lira per un nuovo piano di investimenti nella green economy, non c’è una lira. Poi, non è esattamente così, nel senso che una politica economica migliore potrebbe anche essere fatta. Ma non attraverso la creatività che finora ha dimostrato la classe politica. Ma anche questo è un altro discorso e un altro dibattito.

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