In questi mesi a destra si sta combattendo una battaglia politico culturale sull’immigrazione e sull’integrazione degli stranieri. C’è chi, come la Lega, non perde occasione per dire ipocritamente che “gli stranieri devono starsene a casa loro”, e c’è chi ha capito che questo atteggimento non fa fare nessun passo avanti al paese. C’è chi ha capito che il futuro passa necessariamente dall’integrazione, dall’affermazione di diritti e doveri, dal rispetto per la diversità.
Oggi uno degli ostacoli all’integrazione causati dalle nostre cattive leggi viene subito dai bambini nati in Italia da genitori stranieri. Nonostante crescano nei nostri paesi, parlino i nostri dialetti e giochino nelle nostre strade non possono essere italiani. Li teniamo separati da noi, li facciamo sentire diversi, figli di un’altra terra che magari non hanno mai visto.
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SEDUTA DEL 24/09/2009
Nel consiglio di ieri si discutevano almeno tre cose interessanti: l’istituzione di un registro provinciale sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, l’approvazione del piano di sviluppo agricolo provinciale e una mozione a firma Andrea Corti che chiedeva all’amministrazione di fare un monitoraggio sugli effetti discriminatori del pacchetto sicurezza.
Non mi soffermo sul piano, ma faccio i complimenti all’assessore Sanavio per il successo ottenuto: hanno votato a favore tutti tranne il PDL, che si è astenuto.
Sul resto mi permetto qualche nota.
Il consiglio precedente aveva dato disposizioni alla giunta perché riunisse una commissione di esperti e istituisse un registro per le DAT: ieri la giunta ci ha informato del lavoro fatto. Naturalmente si tratta di un atto dimostrativo, che trova il suo significato nella intricata situazione nazionale. Per dire, il Tar del Lazio ha appena deciso che a nessuno, cosciente o incosciente, possano essere effettuati trattamenti contro la propria volontà. Nel dibattito il consigliere Ermanno Conti, cattolico di quelli laici, spiegava che allo stesso modo in cui nessuno può decidere di mettere un sondino per l’alimentazione forzata ad una persona cosciente che esprime volontà contraria lo stesso diritto deve valere per la persona incosciente. Lo stato non può decidere per tutti, ognuno è responsabile delle sue azioni.
La vetta più alta del dibattito si è toccata con l’intervento del vice presidente del consiglio Giuseppe Gonnella. Questi alcuni dei suoi argomenti: “se lo stato non può decidere per tutti, figuriamoci la provincia“, “spero che non vi rompiate mai una gamba quando siete a Pisa“.Perché altrimenti si rischia l’eutanasia, certo. Sono dovuto intervenire per spiegare che c’è una certa differenza tra decidere per tutti e fare qualcosa perché tutti decidano liberamente, e che mi stupisco come questa distinzione sfugga a chi ha la parola “libertà” nella sigla del proprio partito.
Ma a mio giudizio il premio “migliore frase di giornata” va all’intervento di Giuseppe Calò. Intervenendo sulla discussione della mozione di Andrea Corti, che sottolineava la preoccupazione della Chiesa per i respingimenti e per il trattamento riservato agli immigrati, il capogruppo del PDL ci ha spiegato le vere intenzioni della Chiesa: “viene il dubbio che la Chiesa sia contro i respingimenti per il noto affare dei centri di accoglienza gestiti dalla Caritas“.
Ah, beh.
SEDUTA DEL 15/07/2009
Il consiglio provinciale del 15 non ha riservato grandi emozioni. D’altra parte eravamo ancora in rodaggio, e l’ordine del giorno prevedeva solo due temi di una certa rilevanza: l’approvazione del programma della coalizione e la costituzione della commissioni.
Io sono finito in quella che si occupa di lavoro e sviluppo economico: sono soddisfatto, perché potrò seguire da vicino alcune delle competenze più importanti della Provincia, quelle della formazione lavoro. Mi sarebbe piaciuto molto entrare nella commissione ambiente ed energia, ma conto di potermi occupare di quei temi anche dal di fuori. D’altra parte la nostra coalizione ha lottato per avere commissioni piccoli (11 membri), in modo che siano efficienti ed economiche (non vi racconto la battaglia del PdL per avere commissioni da 13!).
Intanto ho cominciato ad interessarmi della diffusione del software libero nelle strutture dell’amministrazione, accennando il tema all’assessore Nicola Landucci: lui sostiene di essere già a buon punto, ma mi ha detto che saprà essere più preciso appena finito il periodo di rodaggio. Da qui a Settembre conto di avere un quadro completo della situazione e di poter avanzare qualche proposta.
SEDUTA DEL 30/06/2009
Penso di utilizzare questo spazio per pubblicare dei brevi resoconti delle sedute, a metà tra cronaca politica e note personali. Consideratele una sorta di “lettere dal fronte”: non si può pretendere che siano imparziali, ma danno un’idea del clima che si respira.
Premessa personale: mi sono seduto nei banchi del consiglio con un po’ di emozione. Ho passato gli ultimi sei anni della mia vita a studiare la rappresentanza politica, e trovarmi ad essere “rappresentante” mi ha fatto un certo effetto.
Il consiglio di oggi aveva un ordine del giorno legato all’insediamento, e quindi molto scontato (roba tipo prendere atto della composizione del consiglio e della giunta, assistere al giuramento del presidente della Provincia e votare presidente e vicepresidente del consiglio). Preferisco raccontarvi alcune cose che mi hanno incuriosito.
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