Stiamo sereni (altrimenti a Ottobre non ci arriviamo)

Il dibattito sulla nostra richiesta di primarie a Pisa sta prendendo un brutto tono, non solo per colpa di chi non le vorrebbe ma anche un po’ nostra. Stiamo sereni, non ci prendiamo troppo sul serio e rispettiamoci. Proviamoci almeno.

La chiarezza aiuta a non perdersi nelle mille polemiche di giornata, a superare l’imbarazzo del non detto. Allora meglio dire subito che noi vorremmo le primarie perché pensiamo che Marco Filippeschi abbia garantito un buon governo alla città, ma che la scelta dei toni con cui declinare il tema della sicurezza e quello dello sviluppo abbia bisogno di una verifica. Vogliamo che si apra un confronto sui temi e crediamo sia necessario includere gli elettori del centrosinistra, perché tutti i partiti (compreso il nostro) non riescono più a innescare grandi dibattiti in altro modo. E queste sono cose importanti, in cui la sinistra si gioca l’anima.

I costituenti del PD hanno previsto questa possibilità: lo statuto (“basta zercar”, direbbe Gianni Cuperlo) prevede che il 30% dell’assemblea comunale o il 15% degli iscritti possano decidere di coinvolgere gli elettori in questa scelta, tramite le primarie.  Vorremmo capire se questi numeri esistono, ecco perché Stefano Landucci a metà giugno ha chiesto l’elenco dell’assemblea rispettando le regole che tutti insieme ci siamo dati. Averlo a fine giugno o a metà luglio, quando la gente comincia ad andare in ferie, fa la sua differenza. Ho stima di Francesco Nocchi, ma vorrei dirgli che accusare Stefano di personalismo e ambizione è ingiusto. O al limite bisogna intendersi, perché il suo personalismo è magari quello di Mounier e Maritain, non certo quello di Perόn.

Una nota finale è d’obbligo. Il Partito Democratico è l’unico partito in cui potrei militare, perché mi riconosco pienamente nei suoi valori. Perché è nato mettendo al centro il diritto degli iscritti e degli elettori a scrivere la linea del partito e a sceglierne le candidature. Non è una chiesa, non ha padroni, è democratico nei valori e nelle procedure, sa mobilitare centinaia di migliaia di persone.  Non mi invitate altrove, non vengo.

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