Proposta ai colleghi di centrodestra

In questi mesi  a destra si sta combattendo una battaglia politico culturale sull’immigrazione e sull’integrazione degli stranieri. C’è chi, come la Lega, non perde occasione per dire ipocritamente che “gli stranieri devono starsene a casa loro”, e c’è chi ha capito che questo atteggimento non fa fare nessun passo avanti al paese. C’è chi ha capito che il futuro passa necessariamente dall’integrazione, dall’affermazione di diritti e doveri, dal rispetto per la diversità.

Oggi uno degli ostacoli all’integrazione causati dalle nostre cattive leggi viene subito dai bambini nati in Italia da genitori stranieri. Nonostante crescano nei nostri paesi, parlino i nostri dialetti e giochino nelle nostre strade non possono essere italiani. Li teniamo separati da noi, li facciamo sentire diversi, figli di un’altra terra che magari non hanno mai visto.

Alla Camera c’è un’iniziativa di legge bipartisan, firmata da Fabio Granata (PDL) e Andrea Sarubbi (PD), che sarà discussa nei prossimi giorni.  Secondo questa proposta  i minori nati in Italia da genitori stranieri ma residenti nel paese e coloro che hanno completato un ciclo di studi nelle nostre scuole potranno essere cittadini italiani. Inoltre, Granata e Sarubbi propongono di fissare  un termine di cinque anni di residenza continuativa nel nostro Paese, rispetto ai dieci oggi previsti,  quali condizioni per l’ottenimento del passaporto italiano da parte di uno straniero che dimostri di conoscere l’italiano e di avere una certa continuità di reddito. L’approvazione di questa legge sarebbe un bel passo avanti per l’Italia verso politiche rispettose delle persone, improntate ad una sana apertura verso gli altri. Quell’apertura che è propria dei paesi forti e sicuri di sé, non spaventati dal futuro o attanagliati dalla sindrome dell’assedio permanente.

Propongo ai miei colleghi di centro-destra sensibili a queste questioni di presentare insieme a me in consiglio provinciale una mozione di sostegno alla proposta di Granata e Sarubbi. Lo faccio pubblicamente sperando che su questo tema si possano creare delle convergenze nuove e trasversali, in grado di scardinare il tentativo di chi parla di immigrazione come se fosse solo una questione di sicurezza, per ignoranza o per calcolo elettorale. Non facciamoci intimorire, questa è una delle sfide su cui si gioca la crescita del nostro paese.

2 pensieri su “Proposta ai colleghi di centrodestra”

  1. Sono parzialmente d’accordo con quanto leggo.

    Le cose su cui non sono d’accordo sono la cittadinanza per i nati in italia da genitori stranieri residenti. Bisogna vedere da quanto sono residenti.

    La continuità di reddito trovo sia un fattore basilare, non che uno che viene qua debba essere ricco, però se viene qua deve farlo per lavorare e mantenersi da se. Altrimenti questo genererebbe dei sentimenti negativi da parte degli italiani in condizioni economiche precarie verso i nuovi cittadini non più stranieri.

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