Preparando la rivoluzione di domani

Dal generale al particolare, dal particolare al generale. Con qualsiasi ottica si guardi il problema, la sua drammaticità è evidente a tutte le persone di buon senso. Governo escluso, ça va sans dire.
I giovani di questo benedetto paese sono alla fame.
Non lavorano, se lavorano lo fanno al nero o a 500 euro al mese.
E si resta “giovani” fino a più di trent’anni.
La storia che segnala Severgnini oggi è esemplare:

Italians – Corriere della Sera

Magari avete visto anche la lettera al “Corriere” di una giovane avvocata (anonima e pentita): a 27 anni prende 500 euro al mese, e ammette di essere fortunata. Almeno la pagano, e non la piazzano a fare fotocopie & caffè, come tanti colleghi coetanei.

Ma se si passa dal particolare al generale la situazione non migliora, anzi:

Disoccupazione  all’8,5%, massimo dal 2003 senza lavoro quasi un terzo dei giovani – Repubblica.it

Particolarmente preoccupante il dato sui giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni: sono disoccupati il 27,9% e in questo caso si tratta del massimo dal secondo trimestre del 1999.

Più di un giovane su quattro è disoccupato. Ripetetelo lentamente, perché a volte i numeri vanno masticati un po’ prima che rilascino il loro vero significato.
Più-di-uno-su-quattro.
Quei ragazzi che lavorano occasionalmente e quelli regolarmente sfruttati a 500 euro al mese, non rientrano tra i disoccupati. No, quelli sono i fortunati.
E’ un’emergenza nazionale, l’unica cosa di cui abbia senso parlare.

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