Perche’ e’ impossibile amare senza ferire l’amata

Cito Graham Greene, da “The quite american“:
“If only it were possible to love without injury…fidelity isn’t enough: I had been faithful to Anne and yet I had injured her. The hurt is in the act of possession: we are too small in mind and body to possess another person without pride or to be possessed without humiliation.“.
Dibattito da Osteria, ma dopo un paio di bicchieri di rosso, di quello forte…

0 pensieri su “Perche’ e’ impossibile amare senza ferire l’amata”

  1. Parlando seriamente, è vero che quando ci colpisce la nevrosi del possesso (fisico, ma anche intellettuale)diveniamo “piccoli”. In parte il cervello si spenge, per dare libero sfogo ad istinti quasi primordiali che ci sfigurano.
    Lo vedo un dilemma senza fine però…Gli amori più intensi e profondi, quelli che ti lasciano senza respiro, non possono fare a meno della componente “possesso”…Alla lunga si spegnerebbero altrimenti.
    Falla girà…

  2. Il rosso l’ho bevuto ieri sera, ma provo a rispondere oggi.

    c’e’ una differenza tra agape ed eros, tra amore gratuito e passione. Noi li chiamiamo entrambi “amore”, ma quello che proviamo per il nostro partner, specialmente all’inizio, e’ eros.
    L’amore erotico entusiasma, stimola il desiderio dell’altro, vuole il possesso dell’altro. L’altro e’ per me. Ecco Greene che passa da “to love” a “possession”.
    E il possesso di una persona, sia pure reciproco, e’ sempre parziale, imperfetto. Chi di noi sentendosi dire “amore mio” non ha mai pensato “non sono ‘tuo'”?. I miei pensieri, i miei desideri, i sogni e le aspirazioni: non sono tuoi, non lo potranno mai essere.
    Ogni volta che il desiderio di possesso e’ frustrato si soffre e si fa soffrire.
    Un altro bicchiere per favore.

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