Parlavano così/3

L’ incubo Vendola tormenta i democratici Torna la tentazione di cestinare le primarie

Dice Enrico Letta: «Il voto milanese disegna scenari sui quali sarà bene riflettere in profondità prima che sia troppo tardi». Il bersaglio del vice segretario del Partito democratico è Vendola: se non ci si pone un freno sarà il governatore della Puglia a menare le danze nello schieramento. Ma qual è il freno? Abolire le primarie, innanzitutto. Anche se non si può dire così esplicitamente. O, almeno, non tutti lo possono dire con chiarezza. Lo può fare Francesco Boccia, braccio destro di Letta: «Ormai sono diventate un regolamento di conti tra ex Pci». Lo può sostenere Marco Follini: «Il culto delle primarie rischia di trasformare il Pd in un campo di battaglia per le scorrerie di tutti gli altri». E lo dice, a sorpresa, il senatore veltroniano Stefano Ceccanti: «Il Pd è diventato un partito di sinistra, e allora è inutile fare le primarie perché quasi sempre vincerà un candidato minoritario». Non può essere esplicita, invece, Rosy Bindi, che del Partito democratico è la presidente: «Dobbiamo avviare una seria riflessione sullo strumento delle primarie, non per depotenziarlo ma per restituirlo alla sua funzione».

Un pensiero su “Parlavano così/3”

  1. Proprio non ce la fanno ha mollare la presa? Possibile che non capiscano il senso di queste vittorie? E’ un messaggio chiaro, se il candidato lo sceglie il popolo, il popolo lo vota.
    A queste elezioni hanno vinto le primarie e la voglia di cambiare, non i partiti di sinistra.

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