Parlavano così/2

Il disagio cattolico su Pisapia: «Troppo di sinistra, serve una riflessione»

MILANO – La bomba viene lanciata da Maria Pia Garavaglia, politico cattolico di lungo corso: «A Milano voterei Albertini», dichiara in un paio di interviste inserendo il concetto in un ragionamento più ampio sulla possibile apertura a un eventuale terzo polo. L’ eterno dilemma dei cattolici del Pd, insomma, ritorna e questa volta potrebbe farne le spese Giuliano Pisapia, candidato del centrosinistra scelto dal popolo delle primarie. In serata la Garavaglia corregge il tiro, precisando che non sosterrà l’ ex sindaco del Pdl, ma aggiungendo che «per vincere dobbiamo fare una riflessione complessiva per raddrizzare la nostra presenza come Pd, che poi è la mia unica casa». Eccolo, il tema. L’ ex ministro Giuseppe Fioroni lascia ai dirigenti milanesi il compito di decidere come muoversi, «nel rispetto delle autonomie locali». Ma aggiunge: «Il problema non sono le primarie, di cui va rispettato il verdetto, ma la linea e il progetto politico». Quindi: «Dobbiamo rilanciare il profilo riformatore di un partito che parli alla società nel suo complesso. Se diamo l’ idea di essere un partito chiuso nell’ angolo della sinistra, è chiaro che anche le primarie vengono condizionate».

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