Ore 17:50: è morta una parte di me…

In questo blog siamo soliti discutere di cose “serie”…Mi permetto di divagare un attimo, giusto per esporre le terribili sensazioni che mi hanno colpito questo pomeriggio…
Oggi è divenuto ufficiale (si sapeva già, ma speri sempre che sia solo un brutto sogno) che uno dei giocatori che ho amato alla follia lascerà la mia squadra… Qualcuno mi darà dello sciocco, soprattutto col clima che si respira in queste settimane…Beh, al di là delle “compravendite arbitrarie”, il gioco del calcio è fatto di emozioni, di pianti, di gioie, di ricordi, di tensioni insopportabili, di “ma chi me l’ha fatto fare”, di rigori al cardiopalma…
Da piccolo ho pianto quando sentii annunciare al mio idolo, tale Marco Van Basten da Utrecht, che le sue caviglie, alla tenera età di 29 anni non gli permettavano più di dare calci ad un pallone, pensai a quanto era crudele il destino che ci toglie coloro che riescono a farci sognare… Pensai che mai nessuno me lo avrebbe fatto dimenticare… Poi un bel giorno arrivò un giovane ragazzo dell’est che al di là del gioco dimostrava tanta buona volontà…una faccia pulita, due occhi limpidi, movenze uniche… In pochi mesi quel giovanotto mi conquistò… E insieme ne abbiamo passate tante… di belle, bellissime e meno belle… Oggi ho sentito le sue parole, quelle scuse approssimative, quel viso un po’ colpevole… e mi è crollato il mondo addosso… Che ne farò della maglia che ho nell’armadio e che porta impresso il suo nome? La getterò? La brucerò come talvolta si fa con le lettere di una ragazza che ti ha tradito? O la riporrò in uno degli angoli più remoti della mia camera, per rimirarla, semmai, con maggior lucidità tra qualche anno?
E mi ritornano attacchi di misoginia, per le mogli cattive che decidono la vita del marito, che lo costringono ad abbandonare un popolo, una città nella quale era considerato (lui sì) un Imperatore…E penso ai suoi figli che avrebbero potuto frequentare scuole eccellenti anche a Milano, dove sarebbe stato possibile per loro imparare la tanto agognata lingua inglese della madre…E penso al mio idolo, che fra due o tre anni poteva dare l’addio al calcio e trasferirsi dove più gli piaceva e crescere i figli come riteneva più opportuno…ma solo fra un paio d’anni, solo dopo aver gioito ancora insieme, solo dopo aver segnato ancora qualche gol, solo dopo aver combattutto altre battaglie con quella gloriosa maglia n. 7… E invece no, un nerboruto petroliere russo me lo porta via e con lui tanta passione e infiniti ricordi… Beh, così è la vita… Se ti incrocerò in tv, però, con quell’orribile maglia blu indosso, cambierò canale, non sopporterei di vederti esultare per tifosi che non sanno neanche quante decine di gol hai segnato, per un pubblico “trendy” che poco ha a che vedere con la passione di questo sport…
Chiedo ancora scusa per questo sfogo, per ciò che lo ha causato… chiedo scusa a coloro che leggendo storceranno la bocca… Ma anch’io riconosco che come popolo noi italiani abbiamo questi stupidi eccessi che ci portano ad essere tristi per un uomo in calzoncini che rincorre una palla…
Mi mancherai Andrij.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *