M’è toccato intervenire

SEDUTA DEL 24/09/2009

Nel consiglio di ieri si discutevano almeno tre cose interessanti: l’istituzione di un registro provinciale sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, l’approvazione del piano di sviluppo agricolo provinciale e una mozione a firma Andrea Corti che chiedeva all’amministrazione di fare un monitoraggio sugli effetti discriminatori del pacchetto sicurezza.

Non mi soffermo sul piano, ma faccio i complimenti all’assessore Sanavio per il successo ottenuto: hanno votato a favore tutti tranne il PDL, che si è astenuto.

Sul resto mi permetto qualche nota.

Il consiglio precedente aveva dato disposizioni alla giunta perché riunisse una commissione di esperti e istituisse un registro per le DAT: ieri la giunta ci ha informato del lavoro fatto. Naturalmente si tratta di un atto dimostrativo, che trova il suo significato nella intricata situazione nazionale. Per dire, il Tar del Lazio ha appena deciso che a nessuno, cosciente o incosciente, possano essere effettuati trattamenti contro la propria volontà. Nel dibattito il consigliere Ermanno Conti, cattolico di quelli laici, spiegava che allo stesso modo in cui nessuno può decidere di mettere un sondino per l’alimentazione forzata ad una persona cosciente che esprime volontà contraria lo stesso diritto deve valere per la persona incosciente. Lo stato non può decidere per tutti, ognuno è responsabile delle sue azioni.

La vetta più alta del dibattito si è toccata con l’intervento del vice presidente del consiglio Giuseppe Gonnella. Questi alcuni dei suoi argomenti: “se lo stato non può decidere per tutti, figuriamoci la provincia“, “spero che non vi rompiate mai una gamba quando siete a Pisa“.Perché altrimenti si rischia l’eutanasia, certo. Sono dovuto intervenire per spiegare che c’è una certa differenza tra decidere per tutti e fare qualcosa perché tutti decidano liberamente, e che mi stupisco come questa distinzione sfugga a chi ha la parola “libertà” nella sigla del proprio partito.

Ma a mio giudizio il premio “migliore frase di giornata” va all’intervento di Giuseppe Calò. Intervenendo sulla discussione della mozione di Andrea Corti, che sottolineava la preoccupazione della Chiesa per i respingimenti e per il trattamento riservato agli immigrati, il capogruppo del PDL ci ha spiegato le vere intenzioni della Chiesa: “viene il dubbio che la Chiesa sia contro i respingimenti per il noto affare dei centri di accoglienza gestiti dalla Caritas“.

Ah, beh.

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