Lettera aperta ai miei colleghi del PDL

Questo è il testo di una mia lettera che La Nazione di Pisa ha ritenuto di non pubblicare. Per fortuna ci assistono le nuove tecnologie.

Cari colleghi del PDL,
il giudizio su quello che Silvio Berlusconi ha fatto come politico ci divide e forse ci dividerà sempre. Ma oggi è importante che siate voi, suoi compagni di partito, a pretenderne le dimissioni e a far calare il sipario su questo spettacolo orribile che sta infangando il nostro paese: è importante per voi, e lo è per l’Italia.
Il quadro che emerge dalle carte giudiziarie, a prescindere dagli eventuali reati, è inaudito in una democrazia occidentale: il capo del governo di una delle più grandi potenze industriali del mondo è insolentito, ricattato, deriso da decine di ragazzine che ne sfruttano i desideri senili e si approfittano delle sue enormi ricchezze. E, privatamente, lo disprezzano. Dio solo sa se qualcuna di loro è a libro paga di servizi segreti o multinazionali straniere.
L’inadeguatezza di uomo con queste debolezze a guidare l’Italia non sfugge a nessuno, è talmente evidente che appellarsi alla distinzione tra vita privata e vita pubblica farebbe ridere, se solo l’ilarità non fosse fuori luogo in una situazione così grave. Non sto parlando di morale, so che abbiamo idee diverse su cosa un politico possa o non possa fare nella sua vita privata; parlo della capacità che ha un uomo in quelle condizioni di ricostruire un paese allo stremo. Della capacità di portarne avanti gli interessi senza condizionamenti.
Mi dà un forte senso di pena vedere donne e uomini di valore che obbediscono all’ordine di asserragliarsi in una difesa impossibile, nella speranza che questa crisi passi come sono passate le altre. Cerco di capirne i motivi, e immagino che sia dovuto al forte senso di gratitudine per chi ha creato il centrodestra in Italia e l’ha reso vincente. Ma Berlusconi prima o poi cadrà e il giudizio della storia, almeno su questi ultimi fatti, sarà chiaro. La dignità della destra futura passa anche da qui, dal poter rivendicare di aver capito e messo avanti a tutto gli interessi del paese. Sarebbe bello che questo scatto di orgoglio partisse proprio da Pisa.

Federico Russo
Consigliere provinciale, PD.

Un pensiero su “Lettera aperta ai miei colleghi del PDL”

  1. Oh…si può sempre consegnarla a mano ai nostri compagni dell’opposizione! M’immagino già la discussione che verrebbe fuori, purtroppo…

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