Lettera agli amici/2

Ce l’ ho fatta, ce l’abbiamo fatta.

Con il 41,6 dei voti sono stato eletto in consiglio provinciale.

Comincia un’avventura che durerà cinque anni, cinque anni di lavoro: in consiglio mi impegnerò per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per la protezione dell’ambiente, per il miglioramento del sistema di

formazione lavoro, dello sviluppo turistico e del circuito dei teatri. E naturalmente per l’adozione del software libero. So che non sarà facile ma credo di avere due buone carte da giocare, due assi nella manica che mi faranno comodo quando ci saranno da prendere decisioni difficili.

La prima carta è il contatto con tutti voi, amici a cui so di poter sempre chiedere un consiglio di buon senso.

La seconda? La libertà che può godere chi non vive né aspira a vivere di politica.

Lo so che può sembrare un proclama qualunquista, ma sapete che niente è più lontano da me dell’antipolitica.

Credo nella buona politica e credo nel progetto del Partito Democratico: lo credo a tal punto da averci messo la faccia sfidando lo scetticismo di molti amici e persone che stimo. Non posso però fingere che tutto sia andato bene in questi due anni che sono trascorsi dal discorso del Lingotto ad oggi. Il Pd nasce come partito aperto alla partecipazione

dei cittadini pronto, come disse Veltroni, ad “affascinare quei milioni di italiani che credono nei valori dell’innovazione, del talento, del merito, delle pari opportunità”.

Non è andata proprio così.

Né a livello nazionale né a quello provinciale. C’è una generazione di perdenti di successo che è ormai incapace di capire il mondo ma pronta a vendere cara la propria poltrona.

C’è bisogno dell’aiuto di tante persone per raggiungere l’idea di partito che avevamo in mente: io mi sforzerò di interpretare il ruolo della coscienza critica, che dice quel che pensa senza aver paura dei consensi che può perdere o guadagnare.

A voi che condividete con me questa passione politica chiedo una mano per migliorare questo partito.

Agli amici di diverse preferenze politiche chiedo di non rinunciare a farmi sapere come la pensano su tutto quello di cui si occupa la Provincia.

Come dice un noto presidente abbronzato, sarò pronto ad ascoltare le vostre opinioni, soprattutto quelle che non condivido.

2 pensieri su “Lettera agli amici/2”

  1. Ti auguro un buon lavoro. Ciò che mi rende più contento è che la politica non ti da da mangiare ma sei te che la vuoi alimentare…credo che tu possa davvero essere un dipendente dei cittadini. Spero solo che tu non reputi la lotta contro la staticità e la mafia dei partiti come antipolitica…perchè non esiste più politicadi quella. Saprai sicuramente meglio di me che per cambiare radicalmente a volte c’è bisogno di “ripulire”…
    Concludo rinnovandoti gli auguri sperando in un futuro di poter collaborare con le idee…

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