Lettera a quelli che voterebbero Marino ma…

Rendo pubblico il contenuto della mia risposta ad alcuni amici che apprezzano Marino ma credono che votare Bersani o Franceschini sia più utile.

Il mio invito a votare alle primarie del PD e a scegliere Ignazio Marino ha ricevuto un certo numero di risposte dubbiose o critiche.
Il punto comune, e molto comprensibile, è che siccome Marino probabilmente non vincerà le primarie sembra più utile concentrare i propri voti sul meno peggio tra “Bersani” e “Franceschini”.
Vorrei cogliere l’occasione per dare la mia risposta collettiva a Sandro, Pietro, Elisabetta, Andrea, Alessandro e a tutti quelli che hanno questo dubbio pur senza averlo scritto.
Capisco che molti vedano questa competizione come metodo per sconfiggere un avversario interno, sia esso Franceschini ed i suoi alleati (Rutelli, Fioroni, “i democristiani” ecc.) o Bersani e la sua squadra (D’Alema, Letta, Bassolino, Loriero, “i comunisti ” ecc.). In quest’ottica il voto a Marino è effettivamente poco utile. Ma è l’ottica ad essere sbagliata, dal mio punto di vista.
Io credo che queste elezioni primarie siano la grande occasione che abbiamo per far funzionare meglio il PD, farlo diventare quello che fino ad oggi non è riuscito ad essere: un partito con posizioni pragmatiche e chiare, seriamente innovative, capaci di trasformare questo paese. Le posizioni elaborate nella mozione Marino sull’immigrazione, sulla pubblica amministrazione, sulla ricerca, sull’energia, sui diritti civili hanno una forza evocativa dirompente perché propongono un cambiamento di paradigma per la società italiana. Forse non potremo vincere le primarie per la segreteria, ma abbiamo ottime possibilità di vincere quelle delle idee. Se Marino farà un buon risultato (il 15%? il 20% il 25%) tutti gli organismi dirigenti del partito, come l’assemblea nazionale e quella regionale a cui io sono candidato, avranno in sé quel lievito capace di contagiare l’intero partito. Che il segretario sia Bersani o Franceschini.

Vi racconto un’esperienza locale, che è più significativa di mille ragionamenti. Nelle elezioni dei circoli a Pisa Marino ha preso circa il 10% dei voti, e quindi il 10% dei seggi nella convenziona provinciale, un organismo formato da 400 delegati. Noi legati a Marino eravamo 40, contro 240 di Bersani e 120 di Franceschini. Questa assemblea doveva dibattere alcuni temi (posizioni sulle primarie, sul nucleare, sulla scuola ecc.) su cui le varie mozioni avevano posizioni diversificate. In tutti i casi siamo riusciti a portare una maggioranza dell’assemblea a votare le nostre posizioni. Spesso contro l’autorevole parere di “capi” riconosciuti e temuti, con la sola forza delle nostre buone ragioni e della persuasione.

Per forza di cose Bersani e Franceschini, che si giocano tutto in questi primarie, hanno dovuto costruire compromessi tra varie correnti. Per questo non credo che l’uno o l’altro possa fare davvero una grande differenza. La nostra presenza propositiva, capace di convincere e ispirare da dentro, potrà invece trasformare il PD e aiutare a cambiare il paese.
Datecene l’opportunità.

Buon voto a tutti,
Federico

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