Le scelte di voto dei miei studenti

Questa nota vuole offrire alcuni elementi per comprendere le motivazioni della scelta di voto degli studenti di scienze politiche dell’università del Salento.

IL CAMPIONE
I rispondenti non provengono da un campione statistico. Sono stati invitati a compilare il questionario tutti gli iscritti che si sono registrati come frequentanti ai miei corsi di scienza politica (2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018) e di relazioni internazionali (2016/2017 e 2017/2018) lasciandomi un indirizzo email valido. Si tratta di 345 persone. Hanno risposto in 106, per un tasso di risposta di poco superiore al 30%. Si tratta in misura preponderante di residenti nel collegio plurinominale PUGLIA-02, composto dai collegi uninominali di Lecce (36%), Casarano (16%), Nardò (15%) e Francavilla Fontana (8%). Il 12% degli intervistati non ha risposto alla domanda.

OPINIONI, TEMI, LEADER
Nonostante la campagna elettorale condotta con messaggi opposti sull’andamento dell’economica, assai ottimistici da parte del Partito Democratico e piuttosto a tinte fosche per i partiti dell’opposizione, gli studenti sono per la maggior parte convinti che nell’ultimo anno la situazione sia rimasta stabile. Anche tra chi ritiene che qualche cambiamento ci sia stato, quasi nessuno ha percepito drastici mutamenti: ci sono piuttosto due gruppi di eguale consistenza per cui l’economia negli ultimi 12 mesi è migliorata o peggiorata in modo contenuto.

Quando devono pensare ai problemi più urgenti che il paese deve affrontare, gli studenti non hanno dubbi: per il 63,8% di loro è la disoccupazione, seguita a grande distanza dalla corruzione (7,6%), dalle tasse (6,7%), dalle politiche economiche dell’UE (6,7%) e dal debito pubblico. Se consideriamo anche le risposte relative al “secondo problema che il paese deve affrontare” si scopre che la disoccupazione è una priorità per il 78,9% dei partecipanti al sondaggio. Si tratta di dati ben diversi da quelli del resto della popolazione: secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro (maggio 2017) la disoccupazione è uno dei due problemi più seri per il 48,8% degli italiani, un numero in discesa dai picchi del biennio 2013-2014 quando il dato generale si avvicinava alla soglia del 70%. Questa maggiore preoccupazione per le difficoltà di trovare un’occupazione si spiega probabilmente considerando la fase della vita in cui si trovano gli studenti, che stanno per misurarsi con il mondo del lavoro, oltre che con la residenza in una regione dove la mancanza di lavoro è ancora più critica che nel resto del paese.

La divisione populismo/elitismo ha caratterizzato non solo questa campagna elettorale, ma è diventata un tema importante in tutta la politica occidentale. Cosa pensano gli studenti della distinzione tra popolo ed élite? Fanno propria una visione del mondo che contrappone i cittadini “buoni” alla casta corrotta? Per scoprirlo ho chiesto di dirsi più o meno d’accordo quattro affermazioni che giravano intorno a questa dicotomia. Dato che i risultati sono del tutto omogenei, ne presento soltanto una: “Se gli italiani potessero decidere sulle questioni politiche importanti in prima persona invece di affidarsi ai politici, per il paese sarebbe molto meglio”. La grande maggioranza dei rispondenti non condivide questa posizione.

Pria di passare al prossimo argomento, le scelte di voto, basti menzioanre che il giudizio sui vari leader (Di Maio, Salvini, Renzi, Berlusconi, Meloni) è molto negativo per tutti, tranne che per Di Maio.

LE SCELTE DI VOTO
Data la distribuzione del campione per comune di residenza, metterò a raffronto le scelte d voto dei rispondenti con quelle dell’intero collegio plurinominale PUGLIA-02. Il Movimento 5 Stelle è ampiamente il primo partito sia nel collegio che tra gli studenti, che non si discostano poi molto dalla popolazione generale in quanto a scelte di voto. La differenza più evidente è il limitato sostegno al centrodestra, che tra gli studenti è superato anche dal centrosinistra, e la maggiore incidenza del voto ai partiti minori e con posizioni più estreme (Liberi e Uguali, Partito Comunista, Potere al Popolo e Casapound).

Il profilo ideologico dei sostenitori dei tre poli del sistema partitico non desta sorprese. Sollecitati a scegliere il proprio posizionamento sull’asse sinistra-destra (sinistra =0, destra = 10) il gruppo degli studenti che hanno votato M5S si posiziona a metà (4,7), tra quelli di centrosinistra (3,0) e quelli di centrodestra (7,6). Più significativo notare che i supporters del Movimento 5 Stelle hanno un profilo ideologico meno omogeneo (deviazione standard più elevata), a conferma dell’appeal trasversale di quel soggetto politico.

Infine, i rispondenti avevano la possibilità di indicare le motivazioni del loro voto con una risposta aperta. Per quanto riguarda i votanti del 5 Stelle, emergono quattro motivazioni più ricorrenti. Quella di gran lunga più menzionata è la richiesta di novità, ben esemplificata dalla frase “…l’Italia in tutti questi anni è stata governata in rotazione da quasi tutti i vari orientamenti politici portandoci allo sfascio”. Altre due motivazioni piuttosto gettonate sono la condivisione del programma e in particolare l’accento sull’integrità morale (es: “Serve gente nuova ed onesta […] sarebbe un ottimo rimedio contro la corruzione, come citato e segnato in precedenza”. Si segnala infine un gruppo di studenti che potremmo definire come delusi dalla sinistra (es: “Mi ritengo un ragazzo di centro sinistra, credo nel welfare e credo in un’Europa che sia al centro del progetto politico di ampie vedute, seppur con le relative modifiche di alcuni trattati. Credo però anche che Matteo Renzi abbia eliminato il significato, gli ideali e i valori di sinistra”).

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