Le primarie a targhe alterne

Che bello sapere che per Tognocchi le primarie a Pisa sono fondamentali per “aprirsi, di nuovo e con fiduca, a tutta la città”. Perché un paio di anni fa, parlando delle primarie per il candidato sindaco, disse che non servivano: o meglio, che erano rese superflue dai successi di Filippeschi e in particolare dal successo di IKEA.
Le primarie a targhe alterne non mi entusiasmano, sanno di quella politica furbetta che ai cittadini non piace più.
Poi intendiamoci: se qualcuno le chiede perché crede che altrimenti non si riesca a fare una lista competitiva ne prendo atto, e per quel che conto (nulla) non mancherà il mio appoggio.

Assemblea Provinciale del Pd, siglata la “Pace di Navacchio” tra maggioranza e lettiani

A suggellare e chiudere lo scontro, anche rispetto al percorso interno al partito in vista delle prossime elezioni amministrative, è stato Paolo Tognocchi, leader a livello regionale dei lettiani, che di fatto ha annunciato come la sua componente non chiederà più le primarie per la scelta del candidato a sindaco di Pisa, così come invece affermato nel fatidico documento dei 14, dichiarando nel corso del suo intervento: “Le primarie a Pisa si sono già fatte e le primarie si chiamano Ikea, Saint-Gobain

[ Toscana ] Il consigliere regionale Tognocchi (PD): “Non si possono abolire le primarie a Pisa” – gonews.it

 Tognocchi: “Sì alle primarie anche per i consiglieri comunali PD”

“La linea di cassare le primarie per i prossimi consiglieri comunali rischia di non aiutare né la salute del Pd, né il sindaco Filippeschi ad allargare il consenso in vista di un secondo mandato alla guida della città”, così Paolo Tognocchi, consigliere regionale e membro della direzione nazionale del PD a proposito delle prossime elezioni comunali a Pisa e della scelta dei futuri candidati.

Un pensiero su “Le primarie a targhe alterne”

  1. APPELLO AI MILITANTI DEMOCRATICI DEL PD: VIA DI USCITA UNA SOLA: FEDERALISMO, AUTONOMIA e RESPONSABILIZZAZIONE DEMOCRATICA. Dal marxista Gramsci al liberale Cattaneo tutti i pensanti d’Italia sanno che l’Italia è formata da tante etnie e comunità che hanno tante risorse che non basta verniciare di tricolore. Attualmente tali risorse vengono sprecate o messe una contro l’altra.

    Si fa finta che siamo un popolo unico, una nazione sola, poi però i voti si raccattano localmente per tribù, consorterie, mafie, gruppi di potere, sette e chiese, correnti e pseudo-partiti localistici. Tutto dietro le quinte. Non sarebbe il momento di fare queste cose alla luce del sole, onestamente. Tutti i paesi più simili a noi lo fanno: Germania, Austria, Svizzera, Spagna…

    Occorre incanalare queste risorse in un sistema federale di stato, l’unico che sia coerente con la storia, il presente e il futuro di un paese sub-continente, geologicamente a metà tra Europa e Africa, antropologicamente ponte tra terre d’Europa e del Mediteraneo. Per piacere! Ve lo chiedo per piacere: rispettate la storia dei popoli d’Italia. Trasformate il partito democratico in una federazione di liste territoriali (PDToscano, PDVeneto, …) che metta al primo posto il Federalismo (magari da introdurre magari a tappe, dopo aver bonificato quelle regioni in mano ai nemici della “res publica”… la soluzione poi si troverebbe…). L’importante è fare i conti su cosa l’Italia è e decidersi su dove vuole andare. Semplice!

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