Le divisioni/3

“Egr. Dott. Zucconi,
Per sentirsi parte dello stesso paese bisogna avere un minimo di base comune, accettata da tutti; finché la nostra costituzione è stata accettata da tutti o dalla maggior parte, io credo che ci siamo sentiti tutti più o meno prima italiani; ora, è difficile accettare che il 50% di un paese pensi che ‘il figlio di un professionista non ha gli stessi diritti di un figlio di un operaio’, che un non cattolico non ha gli stessi diritti di un cattolico, un omosessuale di un eterosessuale, che un presidente del consiglio è legittimato a governare con un conflitto di interessi che a sua volta legittima un’infinità di conflitti d’interesse sia a livello pubblico che privato, che ‘i ricchi sono autorizzati ‘ a evadere il fisco se pensano che il fisco sia eccessivo, che la giustizia è un problema di censo, che la corruzione é accettabile, che si deve convivere con la mafia e altro ancora Onestamente io ho difficoltà a pensare questo come il mio paese; dopo avere passato tanti anni all’estero per lavoro ricprendo incarchi di notevole importanza, verso la fine dell’anno ritornerò in Italia per andare in pensione; io ho immaginato spesso di tornare, ma sinceramente non in queste condizioni.
Con molta stima”

Lettera a Repubblica.it di
Pierfranco Vezzoli

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