L’anagrafe della trasparenza

L’Anagrafe degli eletti, già adottata in diverse amministrazioni e regioni sparse per l’Italia, è diventata legge. Non è una formalità, ma un passo importante per rendere la politica più trasparente. Un decreto legge varato a Ottobre 2012 dispone che gli enti locali con popolazione superiore a 10.000 abitanti debbano adottare un regolamento per rendere pubblico e trasparente il reddito e il patrimonio (mobiliare e immobiliare) di eletti e amministratori. Proprio in questi giorni in Provincia stiamo discutendo il nuovo regolamento sul controllo, che tra le altre cose detta le modalità di funzionamento dell’anagrafe.

Nei lavori di commissione ho proposto che queste disposizioni non riguardino solo gli eletti, ma anche i nominati dalla Provincia in enti e società partecipate. Le nomine sono uno dei passaggi più delicati nel funzionamento della democrazia locale, perché spesso i cittadini non sono consapevoli di quali siano gli enti partecipati, di chi decida le nomine dei vertici e di quali siano i criteri della scelta. E quando il controllo dei cittadini diventa più labile si nascondono vari rischi. Tutti, a partire dal gruppo del PD e dal presidente Andrea Pieroni, hanno accolto con favore la proposta, che andrà quindi a integrare il regolamento.

Tutti gli enti locali con più di 10.000 abitanti sono tenuti ad adottare l’anagrafe degli eletti,  aggiungere i nominati non costa nulla. Sfruttiamo l’occasione, e facciamolo in tutti gli enti che amministriamo. Oltre a fare una cosa giusta forse conquisteremo qualche voto in più. Perché trasparenza e consenso oggi più che mai camminano insieme.

Un pensiero su “L’anagrafe della trasparenza”

  1. Bravo! Ottima proposta! Noi a Calci abbiamo già l’anagrafe degli eletti ed è un aspetto che tanti hanno gradito. Speriamo che in virtù della trasparenza, in funzione della credibilità, si recuperi la fiducia!

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