La migliore delle alternative impossibili

Ci sono battaglie di destra e battaglie di retroguardia. Poi ci sono le battaglie giuste.

Pensavo questo leggendo l’articolo di Barbara Spinelli sul Welfare da salvare e il rapporto del Forum del Terzo settore sul futuro dell’assistenza. Lo scenario in cui ci muoviamo è chiaro: la competizione globalizzata e l’estrema mobilità del capitale rendono troppo costoso il welfare come l’hanno conosciuto i nostri padri (posto fisso garantito, pensioni più alte di quanto versato in vita ecc.). Per diminuirne i costi e conservare un po’ di competitività si è cercato di far pagare tutto ai figli: con lavori precari scoperti da ogni garanzia, e pensioni magre. In tutto questo i nostri politici si dividono prevalentemente in due campi:

C’è qualcuno che indica lo smantellamento del welfare per tutti come via per tornare competitivi (la via di destra).

C’è qualcuno che dice di voler applicare a tutti il modello dei padri, ma dato che per adesso non si può si limita a difendere lo status quo (la battaglia di retroguardia).

Invece la via giusta passa per due parole: Europa e universalismo. Perché solo a livello continentale la politica può contrastare la via di destra, e solo garantendo a tutti uguali diritti si potrà far crescere l’uguaglianza e il sostegno popolare per il modello sociale europeo. Qualcuno in cuor suo lo sa, ma pensa che così non si vincano le elezioni.  C’è qualcuno là fuori che vuole scommettere su questa battaglia a viso aperto?

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