Il ruolo dei pappagalli nella crisi italiana

Quello che sconvolge della crisi italiana è che siamo bloccati nelle sabbie mobili solo perché nessuno in quel partito di plastica che è il PDL ha il coraggio di mandare a casa Berlusconi.
Ricapitolando per i disattenti: abbiamo un enorme problema di competitività economica, in declino da molti anni, che a sua volta ha prodotto un macello sociale. La politica non è riuscita a fare nulla per invertire questa situazione, e quindi non è credibile; per questa ragione i mercati ci bastonano, e facendo aumentare il nostro debito riducono ancora la nostra competitività. E siamo da capo, in un ciclo perverso da brividi.
Ognuno di questi quattro punti (declino della competitività, disastro sociale, incapacità politica, crisi di fiducia) merita almeno un libro di approfondimento, figurarsi se penso di parlarne in un post.
Qui volevo parlare dell’uscita dalla crisi, che secondo osservatori di destra e di sinistra richiede come primo passo che Berlusconi se ne vada subito. Non perché sia il nostro problema, ma perché avendo dimostrato in modo esauriente di non sapere cosa fare contribuisce ad aggravarlo.
 In un paese normale, dove il governo è sostenuto da dei partiti decenti,quando è necessario il capo del governo viene invitato ad andarsene dai suoi. Gli esempi più famosi sono quelli di Margaret Thatcher e Tony Blair ma anche Zapatero ha avuto un destino simile. Qui non è possibile perché il PDL non è un partito con un leader, è un’azienda con un padrone; e non si è mai sentito di qualcuno che tolga la fiducia al padrone.
Quando Tremonti si è lasciato sfuggire che i titoli spagnoli sono meno bersagliati di quelli italiani perché lì hanno deciso di andare ad elezioni anticipate ha detto una banalità, come spesso gli capita: solo che questa volta la banalità era vera. Ricordate il Re nudo? Eppure tutti i berluscones se lo volevano mangiare, per reato di lesa maestà.
Tutto questo per dire che quando al consiglio provinciale di ieri Gianluca Gambini, che è pure un uomo simpatico, ha raccontato la vecchia fregnaccia berlusconiana secondo cui “la crisi dipende dal fatto che Prodi si è fatto fregare e ha accettato un rapporto di cambio Lira Euro troppo sfavorevole” io non mi sono neppure sorpreso. Certo, il professore di economia che era venuto a illustrarci il rapporto sulla situazione del mercato del lavoro ha perso 10 anni di vita, questo si. Ma lui non sa che per i berluscones qualsiasi cosa dica il capo va sempre bene, anche se contrasta con la logica, anche se contrasta con il buon senso. Per loro è verità, e la ripetono come pappagalli.

Berlusconi pensava che Ruby fosse la nipote di Mubarak? Certo che si.

Berlusconi sapeva che le donne che gli portavano erano prostitute? Ma no, che domande.

Il tasso di conversione Lira/Euro ha causato la crisi? Ovvio.

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