Il cancro di Napoli

Ero ad una cena di lavoro, e a quel tavolo era rappresentata tutta l’Italia. Una o due persone per ogni regione o provincia autonoma. Non conoscendoli bene, era la prima volta che io partecipavo ad una di quelle riunioni, cominciai a memorizzare i miei colleghi con la regione di appartenenza.
Se mi ricordo bene cenai accanto a Marche, Liguria e Campania.
La cena fu piacevole, io piu’ che altro mi gustavo il pesce spada e il simpatico frizzantino mentre ascoltavo la conversazione: conversazione leggera, fino a che non si comincia a parlare del divario tra nord e sud e specialmete della poverta’ meridionale.
A quel punto Campania prende la parola ed espone la sua teoria: “Il male del Sud e’ il Nord. Al Nord e’ sempre convenuto tenere il Sud nella poverta’, per avere mano d’opera a basso costo per le sue imprese. Se il Sud fosse stato lasciato libero di crescere chi avrebbe lavorato nelle catene di montaggio della Fiat?”.
Nella mia incredulita’ l’argomento riscosse un certo successo.
Solo qualche mese piu’ tardi, leggendo un bel libro di Harrison e Huntington, riuscii a quadrare il cerchio.
E se la diagnosi di Campania fosse parte della sua malattia?

0 pensieri su “Il cancro di Napoli”

  1. Da repubblica.it
    “La criminalità – ha detto il premier – è ciò che ha impedito fino ad oggi al Mezzogiorno quel salto in avanti che invece hanno fatto la Spagna”.
    Ora vediamo se qualcuno lo chiama razzista…

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