Ho fatto un milione e mezzo, lascio?

Bisognerebbe smetterla di tirare numeri a caso, noi e loro. I numeri sono una cosa seria, l’attenzione ai numeri è segno di pragmatismo e precisione.
Noi e loro, uniti nella cialtroneria fanfarona, conteggiamo milioni di manifestanti ad ogni piazzetta che riempiamo. Lo facciamo fino dal tempo delle manifestazioni studentesche. Mi ricordo una delle tante che ho fatto a Pisa, una quindicina di anni fa contro chi-si-ricorda-quale taglio o riforma. Noi dicevamo di essere 15.000, e la questura che rispondeva 2.000 ci sembrava un covo di disinformatori governativi. Eppure ce lo sognamo noi, oggi, di portare 2.000 persone a manifestare in piazza Dante.
La manifestazione più grande e più bella a cui ho partecipato in vita mia è stata la protesta contro la guerra in Iraq del 15 Febbraio 2003, a Londra (o forse rimpiango la vita da studente Erasmus, ma non credo sia solo questo).

Londra tremava al suono degli slogan “Stop the war-NOW, Stop the War-NOW”, una fiumana di persone di tutti i tipi e di tutte le età camminavano, fischiavano, si tenevano per mano. Cantavano. I lungo Tamigi erano stracolmi, non si vedeva l’inizio e la fine. Un corteo muoveva da Embankment, l’altro di Gower Street.
La BBC stimò un milione di persone, la questura 750.000.
La più grande manifestazione politica del Regno Unito.

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