Fatta la foto?

Mi avete dato retta? Siete passati dalle Poste oggi? Qui nel mio paesello ci sono 50 persone accampate. Ma perché succede tutto questo? Perché siamo degli ipocriti.Lo so che detta così non si capisce, e infatti vorrei due minuti del vostro tempo per spiegarvi bene la situazione: è incredibile che quasi nessuno la conosca.

Mettiamo che io sia Mohammed, cittadino extracomunitario che vuol venire a lavorare in Italia. Per trovare lavoro sono venuto in Italia e mi sono messo a cercare un’impresa edile che mi potesse assumere. Naturalmente sono venuto in Italia con un visto per turismo, perché non potevo averne uno per lavoro senza avere prima un’offerta di contratto. Per fortuna ho trovato un’imprenditore che cercava manodopera, e mi ha subito preso: purtroppo al nero, perché il mio visto turistico non mi permetteva altro. Però l’imprenditore è molto buono, e mi ha detto che è disponibile a farmi un contratto regolare appena possibile. Per farmelo ha detto che deve “farmi rientrare nelle quote”: in pratica quando il governo deciderà quanti immigrati possono venire a lavorare in Italia nel 2006 lui dovrà fare una domanda con cui chiede di assumermi. L’unico problema è che ci sarà un solo giorno in cui i datori di lavoro possono consegnare le domande, che sarano accettate in base all’ordine di arrivo. Allora mi sono offerto di andare io, così porterò la domnda il prima possibile. E siccome saranno tanti nelle mie condizioni bisognerà che ci vada molto presto, magari passerò anche la notte in fila. Ma anche il mio datore di lavoro è davvero coraggioso: mi hanno detto che nella domanda ha dovuto scrivere che io sono ancora nel mio paese d’origine, e non in Italia. Se scoprono che sono già qui e che lui mi ha dato lavoro infrangendo la legge sull’immigrazione lo mandano in galera. Allora sono andato da lui per ringraziarlo del rischio che si stava prendendo. Invece lui, sprezzante del pericolo mi ha risposto: “Aò, ma allora nun ci hai ccapito propio gnente dell’Italia”.

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