Divertissement sui dati IPR

Gli avvenimenti degli ultimi giorni ci dicono che la maggiornanza è in crisi, per la prima volta appesantita, non sostenuta, dalla figura di Berlusconi.
Intanto escono i dati di IPR marketing sulla popolarità del governo e sulla fiducia nei partiti (che non rappresenta le intenzioni di voto, ma ci dà il loro stato di salute).
Più delle tabelle ci aiuta un grafico.

Si vede bene il declino costante del PDL, la crescita speculare dell’UDC, il declino irregolare dell’IDV e la crescita del PD. Che ormai raggiunge lo stesso livello di fiducia del partito di Di Pietro. La Lega se ne sta costantemente in fondo, ma non credo che questo dato la preoccupi molto: lei è amata dallo zoccolo dei suoi elettori, odiata dalla maggior parte degli altri.
Si può dire qualcosa di più su questi dati? A parte l’andamento generale, che non ha bisogno di considerazioni troppo approfondite, sarebbe interessante sapere se ci sono partiti che sono in aperta competizione per la fiducia popolare. Una cosa è sapere che quando il PDL perde lo fa a favore del PD, un’altra è se perde rispetto alla Lega o all’UDC. Per saperlo bisognerebbe avere a disposizione i dati individuali, non le scarne aggregazioni che ci vengono presentate su sito di Repubblica. Però un piccolo test possiamo farlo.
Nella tabella qua sotto presento i dati delle correlazioni tra le variazioni di fiducia nei vari partiti per vedere se ci sono delle regolarità “di breve periodo”. In pratica per capire se alcuni partiti aumentano la fiducia quando altri la perdono o se ci sono partiti che guadagnano o perdono fiducia insieme.
Il risultato è questo: i cambiamenti di consenso tra PDL e Lega sono correlati inversamente, ovvero quando la la Lega guadagna il PDL perde e viceversa. Al contrario, le oscillazioni di PDL e UDC sono di segno concordanti. Tutte le altre associazioni sono così deboli da sembrare casuali.

3 pensieri su “Divertissement sui dati IPR”

  1. @Giacomo

    Ciao Giacomo, tralascio i valori assoluti per evitare le correlazioni spurie. Se due serie temporali hanno andamento concorde avranno sempre una correlazione positiva, ma questo non significa che siano correlate in modo “causale”. Mettiamo che ne tempo aumentino sia la fiducia nel PD sia il numero di militanti con i baffi. Se fai una correlazione tra queste due serie storiche verrà fuori che sono correlate semplicemente perché entrambe hanno lo stesso andamento, ma ciò non vuol dire che ci sia un legame tra le due cose. Spesso le correlazioni spurie scompaiono dopo aver “differenziato” i dati.

  2. Benissimo il grafico, effettivamente aiuta.
    Quello che non comprendo è il perché, per il calcolo della correlazione, tralasci i valori indicanti la fiducia nei partiti in favore delle variazioni di questi valori.
    In questo modo arrivi a scrivere che le oscillazioni di PDL e UDC sono di segno concorde. Guardando il grafico si capisce poco il senso di questa affermazione.

    Faccio notare che su Repubblica.it mancano i dati relativi alle rilevazioni di gennaio e febbraio (col PD sceso al 25% della fiducia). Le tabelle complete sono reperibili qui:
    http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=3609

  3. Molto interessante. Questo discorso PDL/Lega, farebbe pensare che l’elettorato dei due partiti non sia così sovrapponibile, come alcuni (a destra) cianciano. E vuol dire, che come sempre, nulla è immutabile in politica.

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