D’Alema e La Stampa: l’arroganza del potere

In genere, durante le trasferte del Ministro degli Esteri, ai giornalisti é offerto un passaggio sul volo di Stato. Succede che ad un certo punto, esattamente dopo che la Stampa ha pubblicato delle indiscrezioni su un presunto conto estero di D’Alema, il giornalista del quotidiano torniese viene sistematicamente lasciato a piedi.
Il botta e rispsota tra Farnesina e La Stampa é copiato qua sotto: a voi le conclusioni.
Per me, come suggerisco nel titolo, la diatriba tra D’Alema e La Stampa è indicativa del modo arrogante con cui D’Alema gestisce il potere. Le notizie false si smentiscono in pubblico, non si mettono a tacere con ritorsioni private.

DA Aprileonline.info

16 giugno 2007
Costi della politica
Non cenna a placarsi la polemica sui “voli di Stato” scoppiata tra il Ministro degli Affari Esteri e il quotidiano torinese La Stampa. Oggi, il botta è risposta a suon di note ufficiali. Un carteggio fatto di precisazioni e contro precisazioni

Non cenna a placarsi la polemica sui “voli di Stato” scoppiata tra il Ministro degli Affari Esteri e il quotidiano torinese La Stampa. Oggi, il botta è risposta a suon di note ufficiali. Un carteggio fatto di precisazioni e contro precisazioni.
“In relazione alla nota diffusa dalla Federazione Nazionale della Stampa sulla vicenda dei passaggi aerei concessi ai giornalisti, la Farnesina si dice sorpresa dal tenore dell’articolo pubblicato venerdì dal quotidiano La Stampa (‘Voli di Stato’), e ritiene necessario fornire informazioni corrette sui criteri seguiti, in spirito di trasparenza, per la concessione di passaggi aerei ad operatori dell’informazione in occasione di missioni del Ministro degli Esteri”.
Al riguardo, la Farnesina fa notare che: “I voli di Stato sono riservati alle Autorità della Repubblica, nel caso specifico al Ministro degli Esteri ed alla sua delegazione ufficiale.
La consuetudine di consentire a rappresentanti della stampa di usufruire dei voli di Stato per seguire visite all’estero del Ministro degli Esteri si basa, come avviene per la maggioranza dei Paesi occidentali, su considerazioni di cortesia, qualora vi siano posti disponibili a bordo (in genere non più di 10-15), e non può ovviamente configurare alcun diritto.

La nota ufficiale del Ministero degli Esteri fa poi osservare che in alcuni Paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Giappone, tali passaggi sono accordati dietro pagamento di una quota corrispondente mediamente al costo del biglietto aereo, mentre nel caso dell’Italia sono stati sinora concessi a titolo totalmente gratuito, proprio per favorire un’informazione pluralista e ampia su temi di politica estera.

Il Ministero degli Esteri si attiene, nella scelta dei rappresentanti della stampa, a criteri dettati dalla diversificazione (agenzie, mezzi radio-televisivi, carta stampata) e di alternanza dei media (a partire dal giugno 2006, passaggi aerei sono stati concessi a testate di matrice assai diversificata, in un ampio raggio di orientamenti che va dal “Giornale” all'”Unità”). La Farnesina è peraltro consapevole che ogni criterio può essere migliorato, ma rivendica con ferma determinazione l’impegno profuso per garantire una rappresentanza articolata della stampa.

Inoltre vengono valutati di volta in volta criteri connessi alla difficoltà del luogo da raggiungere, alla complessità degli spostamenti interni (ad esempio, tragitti che prevedono il ricorso a velivoli militari), all’eventuale presenza di corrispondenti sul posto.

In ogni caso il Ministero degli Esteri, qualora non sia possibile assicurare a tutti i richiedenti il passaggio aereo, e proprio per garantire a tutti il diritto di cronaca, assicura a tutti i rappresentanti della stampa italiana che comunque si trovino o si rechino all’estero con propri mezzi per seguire una visita del Ministro degli Esteri tutta l’assistenza fornita dalla nostra rete diplomatico-consolare, con particolare riferimento agli accrediti ed alla partecipazione a conferenze stampa congiunte o a incontri con la stampa nazionale.

Alle recenti missioni del Ministro degli Esteri ad Ankara ed a Belgrado e Pristina hanno partecipato, in base ad un principio di rotazione, testate assai raramente presenti, peraltro particolarmente attente alle questioni dell’area mediterranea e balcanica, come ‘Il Mattino’ e il ‘Quotidiano Nazionale’ (gruppo ‘Il Giorno’, ‘La Nazione’, ‘Il Resto del Carlino’) o che addirittura mai sinora avevano preso parte ad una visita del Ministro D’Alema all’estero, come la ‘Gazzetta del Mezzogiorno’.

Lungi da essere oggetto di qualunque forma di discriminazione, l’inviato de La Stampa ha al contrario sinora abbondantemente e con altissima frequenza (più del 90% dei casi) usufruito di passaggi aerei su voli di Stato (e ciò accadrà anche in futuro, come ben sa la direzione de La Stampa), talvolta anche sulla base di precise richieste, anche quando ciò non era previsto per nessun altro dei suoi colleghi (per esempio, da ultimo, da Venezia in occasione della recente riunione del Consiglio per le Relazioni tra Italia e USA) e sulla base di considerazioni di cortesia.

Si ricorda in particolare che il 14 agosto 2006, nel pieno della crisi tra Israele e Libano, l’inviato de La Stampa a Beirut, dietro insistente ed accorata richiesta della Direzione, fu accolto a bordo del volo di Stato, e ciò comportò la decisione, assunta dallo stesso Ministro degli Esteri per considerazioni di umana comprensione, di non includere nella delegazione uno dei suoi più stretti e qualificati collaboratori a motivo della limitatezza dei posti disponibili”.

Questi – conclude la nota della Farnesina – i dati di fatto.
“Ogni altra considerazione di carattere polemico e strumentale contenuta nell’articolo de La Stampa non corrisponde affatto alla politica seguita dalla Farnesina su tale argomento, gestito a livello tecnico direttamente dal Servizio Stampa e Informazione del Ministero degli Esteri, che rimane a disposizione per eventuali ulteriori approfondimenti sul tema. Al riguardo, alla Farnesina è in corso da tempo una seria ed accorta riflessione per riorganizzare e migliorare la prassi sin qui seguita, anche alla luce degli orientamenti adottati dai principali Paesi occidentali, e pertanto ad ogni costruttivo contributo che la Federazione Nazionale della Stampa vorrà fornire al riguardo non si mancherà di riservare puntuale attenzione”.

Tutto chiaro, dunque. Tutto secondo le regole e nessuna discriminazione? A leggere la controreplica de “La Stampa” , qualche dubio, in effetti resta: “In relazione alla nota della Farnesina sui voli di Stato – si legge in un comunicato del quotidiano torinese – prendiamo atto dei criteri che il ministero dice di osservare. Tuttavia precisiamo che: 1) venerdì 8 giugno, due giorni dopo la pubblicazione su La Stampa dell’articolo “D’Alema e i veleni del conto segreto”, l’inviato Emanuele Novazio che solitamente segue le trasferte del ministro degli Esteri, ha chiesto al dirigente responsabile se fosse previsto che i giornalisti viaggiassero sull’aereo del ministro durante la trasferta ad Ankara del lunedì successivo.
La risposta testuale è stata: “Mi spiace ma per te non ci sarà posto. Niente di personale, ma il ministro vuole mandare un messaggio al tuo giornale”. Alla richiesta di spiegazioni il funzionario ha fatto riferimento all’articolo citato e ha aggiunto di essere rammaricato “della spiacevole situazione”.
2) La sera di martedì 12 Novazio ha ricontattato il dirigente in questione, chiedendo se nella trasferta del giorno successivo in Kosovo e Serbia i giornalisti avrebbero trovato posto sull’aereo sul quale viaggiava D’Alema. Risposta, anche questa testuale: “Certo che li portiamo, ma per te vale il discorso che ci siamo fatti la scorsa settimana”. 3) Venerdì 15, giorno della pubblicazione su La Stampa della nota “Aerei di Stato”, nella quale si raccontava della doppia esclusione di Novazio, il giornalista ha ricevuto due sms dal dirigente del ministero. Il primo, alle 7,15, diceva: “No comment”. Il secondo, delle 15,45, era meno laconico: “Adesso non mettetevi a fare altro clamore altrimenti come Farnesina dovrò pronunciarmi seccamente”.
Novazio rispondeva che, a quanto ne sapeva, il giornale aveva detto ai suoi lettori come erano andate le cose e che, quindi, non c’era ragione di andare avanti con la polemica. Pochi minuti dopo il giornalista riceveva una telefonata di un funzionario dell’Ufficio stampa del ministero che gli chiedeva: “Stiamo preparando la trasferta in Sud Africa dal 9 al 13 luglio. Ti interessa?”.

C’è solo da aggiungere – conclude la nota de ‘La Stampa’ – che i nomi dei funzionari in questione e gli sms sono ovviamente a disposizione del ministro D’Alema e della direzione generale del ministero degli Esteri qualora volessero approfondire”.

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