Con la cultura si mangia (però si sta leggeri)

“Con la cultura si mangia” è uno slogan di reazione, di quelli che ti escono dallo stomaco prima che dalla testa. Quando Tremonti, col suo sorrisetto beffardo disse che no, con la cultura mica si mangia, Samule Agostini aprì bocca, “ni dette fiato” , e concluse che avrebbe voluto organizzare un’iniziativa con il titolo contrario.

Finalmente ci siamo, e Mercoledì prossimo questo proposito sarà finalmente mantenuto: quattro candidati del PD (Giuseppe Civati, Maria Chiara Carrozza, Luigi Dallai e Samule Agostini) ne parlaranno con Marco Malvaldi. Ci sarà da divertirsi.

E a proposito di cultura, mi ha colpito una notizia di questi giorni, non adeguatamente commentata: stanno diminuendo le iscrizioni all’Università, in 10 anni se ne sono perse 58.000.

Purtroppo l’Italia non investe abbastanza sull’istruzione di terzo livello, quella che in un paese avanzato che vuole puntare sull’innovazione è vitale. Infatti anche i dati sulla spesa pubblica sono impietosi: dal 1990 al 2010 la spesa per l’università in rapporto al PIL è calata in modo vertiginoso, ed è addirittura diminuita in termini reali.

Secondo i dati Eurostat il primo crollo si ha dal 1993 al 1994, ma dal 1997 (con i governi del centro sinistra) comincia un’inversione di tendenza. Che purtroppo si arresta e si inverte nel 2008.

Con la cultura si mangia. Ma se le cose non cambiano, non abbiate paura di ingrassare.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *