Archivio

Archivio per la categoria ‘Pisa’

Troppi, la mia parola per Prossima Fermata Pisa

30 aprile 2011 Nessun commento

Ecco la traccia scritta del mio intervento di oggi. Naturalmente nel parlare l’ho un po’ variata.

TROPPI

E’ opinione comune che in Italia i politici siano troppi e che questo sia principalmente un un problema di costi. Sono d’accordo a metà, perché è vero che nel nostro paese ci sono troppi politici, ma la questione dei costi non è la più grave. Il problema principale è che la proliferazione di cariche di governo e sottogoverno rende la politica inefficiente, crea delle rendite di posizione per chi passa da una poltrona all’altra e rende difficile il ricambio. Nella prossima Italia la politica sarà più forte perché sarà sobria, e quando diremo ad un amico di amici che si, è vero, noi ehm, “facciamo politica” non vedremo la sua mano correre a toccarsi il portafoglio.
Gli storici ci dicono che gli anni ottanta sono stati l’epoca d’oro del sottogoverno; in quel periodo crebbe a dismisura la boscaglia di incarichi di nomina politica distribuiti secondo i criteri della lottizzazione. Un recente studio ha stimato in circa 150.000 le persone che traevano risorse economiche e finanziarie dalla politica, considerando non solo gli eletti ma anche i nominati in aziende pubbliche, Rai, USL, comunità montane, parchi nazionali e simili. Attorno a quegli anni si alzarono autorevoli voci critiche per denunciare le dimensioni del fenomeno che Giuliano Amato chiamava “pratiche spartitorie” e Alessandro Pizzorno “politica coperta”. Nonostante alcune riforme e privatizzazioni risalenti agli anni novanta abbiano tentato di ridurre questi numeri la politica italiana non è guarita dalla sua elefantiasi, e nuove poltrone sono fiorite per sostituire quelle tagliate, spesso a livello locale.
Perché ce ne dovremmo preoccupare? Una prima risposta è: perché nella democrazia rappresentativa gli eletti devono fare gli interessi dei cittadini, ma se diventa più redditizio fare gli interessi di chi ti può nominare da qualche parte il meccanismo democratico di inceppa. Lo potremmo chiamare il teorema del Porcellum, dimostrato recentemente da un illustre matematico di nome Scilipoti, i cui risultati sono stati confermati in modo indipendente dalla ricercatrice Siliquini, nominata nel cda di Poste Italiane per aver votato no alla mozione di sfiducia contro il governo Berlusconi. Una seconda risposta è che la numerosità delle poltrone permette a politici di seconda e terza fila, che magari sono stati rimossi dal loro incarico per aver data cattiva prova di sé, di sopravvivere nelle pieghe del sottogoverno conservando preziose reti di relazione e una certa influenza. Domani saranno questi a togliere il posto a dei giovani bravi ma sprovvisti di risorse.
Perché il nostro paese faccia dei passi avanti è necessario che aumenti il potere elettivo dei cittadini e la politica trovi una sua sobrietà. Come? In sei mosse.
1. Limitando il numero di parlamentari.
2. Tornando ad affidare ai cittadini un ruolo nella loro selezione, reintroducendo i collegi uninominali e adottando le primarie per la scelta dei candidati.
3. Accantonando le proposte che concedono generosi finanziamenti pubblici alle fondazioni dei partiti.
4. Estendendo il limite dei due mandati già in vigore per sindaci e presidenti di province e giunte regionali ai consiglieri regionali.
5. Istituendo un’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, che permetta un semplice controllo sul cumulo degli incarichi e sulle incompatibilità.
6. Adottando requisiti stringenti per le nomine dei vertici delle aziende pubbliche o partecipate, e affidando il processo di formazione di una lista ristretta di candidati a società specializzate (head hunter).
A qualcuno sembrerà strano, ma anche questo è un modo di amare la politica.

Anche questo è amore (per la politica)

21 aprile 2011 Nessun commento
Categorie:Partito Democratico, Pisa Tag:

Il Pd pisano e le primarie

21 febbraio 2011 Nessun commento

La direzione del PD pisano ha approvato due ordini del giorno sulle primarie, uno per richiedere la possibilità di scelgiere i propri parlamentari con questo metodo, un altro per dire che con le primarie vogliamo scegliere anche i nostri candidati sindaci.
Insomma, il PD pisano guarda con fiducia ai suoi elettori. E’ un bel messaggio.

Categorie:Partito Democratico, Pisa, Primarie Tag:

Quant’è bella giovinezza

15 dicembre 2010 Nessun commento

Il governo taglia i fondi su tutto, la Regione Toscana cerca di supplire per quanto può.
Ecco alcune misure per i giovani che stanno per essere approvate nella finanziaria regionale.
Una scelta coerente con gli impegni presi da Rossi in campagna elettorale.

Ivan Ferrucci: Intervento

Nella manovra finanziaria che la Regione approverà nei prossimi giorni sono contenute alcune importanti misure per lo sviluppo. Tra di esse, mi piace sottolineare quelle per i giovani. Sostanzialmente sono quattro: sostegno agli affitti, ri-finanziamento del servizio civile tagliato dal Governo (in Toscana riguarda 2.700 ragazzi), stage rimborsati (la Regione mette 150 euro e l’azienda 250), un provvedimento che interesserà migliaia di ragazzi, e infine il finanziamento, attraverso Fidi Toscana, di tutte le iniziative imprenditoriali avviate dai giovani, non solo nel settore dell’innovazione, come prevedeva la legge attuale, ma in tutti.

Occhio alla Trebisonda

29 ottobre 2010 2 commenti

Ciò che sta succedendo nel Partito Democratico pisano supera le mie capacità di comprensione. Mi arrendo all’evidenza, e spero che la nuova dirigenza sappia portare il partito oltre i suoi limiti.
Quello che però non posso accettare è che da parte degli eletti si superi un limite sacro. I gruppi consiliari non possono essere trattati come il campo di battaglia delle correnti. Costruiamo un cuscinetto di sicurezza attorno alle istituzioni che governiamo, nessuno di noi consiglieri accetti di essere la pedina di un gioco che non riguarda i cittadini: è un appello che lancio ai miei colleghi del gruppo provinciale e a quelli del gruppo comunale di Pisa.
La nostra Trebisonda sono gli elettori, che hanno votato per un programma e hanno diritto che questo sia portato a termine nel migliore dei modi.
Su tutto il resto si può discutere nelle sedi di partito. Ho le mie idee su quello che è successo, sulle responsabilità personali e di gruppo, e non avrò paura di confrontarmi su tutto questo negli organismi competenti. Quello che invece non farò mai è usare il mio mandato di rappresentante provinciale per condurre rappresaglie di partito.

Bad Behavior has blocked 28 access attempts in the last 7 days.

Switch to our mobile site