Verso il referendum costituzionale: una premessa

Quando un referendum si propone di cambiare in modo paradigmatico il funzionamento della nostra democrazia, non si può stare guardare. Non lo consente la stessa Costituzione, che infatti non prevede quorum perché la decisione popolare sia valida, e non lo permette il senso civico. Il dibattito che si sta animando soffre a mio avviso di due grossi difetti. Il primo, è che il voto al referendum sta diventando un giudizio sul governo in carica. È improprio perché, come scrive Emanuele Rossi nel suo saggio dedicato al tema, i governi passano e le costituzioni rimangono. Sarebbe più saggio attenersi al merito. Il secondo limite è che, anche a volerlo fare, il merito è complesso anche per gli addetti ai lavori. Scrive Stefano Ceccanti, citando Duverger, che bisogna combinare diritto e scienza politica per cercare di capire gli effetti che potrebbero avere innovazioni su cui ci apprestiamo a votare.

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Governo spagnolo, non è solo questione di addizioni

Gli inglesi lo chiamano hung parliament, con un’espressione idiomatica che non ha facili traduzioni. Potremmo dire che è un parlamento in bilico, anche se la tentazione di pensare a un parlamento “impiccato” fa di tanto in tanto capolino anche nelle vignette anglosassoni. L’espressione designa un parlamento senza una chiara maggioranza, come quello spagnolo dopo le ultime elezioni, dove è difficile immaginare come farà a nascere un governo. Per capirci qualcosa di più, andando oltre alle schermaglie tattiche adottate dagli stessi partiti spagnoli nel dopo voto, bisogna guardare a tre cose: le regole di investitura del governo, i numeri del congresso, le teorie sulla nascita dei governi di coalizione.

Il parlamento spagnolo (Las Cortes Generales) è bicamerale, ma a differenza di quanto accade in Italia il governo ha una rapporto di fiducia solo con la camera bassa, il Congreso de los Diputados. Dal secondo scrutinio il voto avviene a maggioranza semplice: tra chi vota, i sì devono essere più dei no. L’astensione è irrilevante, e può essere usata dai partiti che non vogliono tollerare la nascita di un governo di minoranza pur senza appoggiarlo esplicitamente.

23_12_2015 Continua a leggere Governo spagnolo, non è solo questione di addizioni

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